Diario degli Oscar mancati

Ecco alcune note direttamente da Los Angeles da parte del ‘nostro’ Dom Serafini su “Oscar e dintorni”. Una macchina colossale quella delle statuette, che ha un giro di affari di circa 130 milioni di dollari e occupa oltre 7.000 persone.

La buona notizia é che per gli Oscar di quest'anno gli studios sono tornati agli sfarzi di una volta. La brutta notizia é che non ho potuto seguire gli Oscar nemmeno in Televisione.

Sono partito da New York per Los Angeles il 22 febbraio, pronto per partecipare alla cerimonia degli Oscar di domenica 27. Seppur accreditato come stampa presso l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences che organizza la manifestazione, non mi sono registrato in tempo per la cerimonia degli Oscar (richiede un accredito a parte che doveva essere fatto a dicembre) pertanto non ho avuto il permesso di accedervi come stampa. Ho cercato un rimedio tramite alcuni influenti PR di Hollywood, ma anche questi si sono dovuti arrendere davanti alle rigide norme che l'Academy impone per gli Oscar.

Poi, nel mio nuovo appartamento a Los Angeles non ho ancora la Tv via cavo e con l'antenna esterna ricevo tutti i canali eccetto la rete Abc, che trasmetteva in esclusiva la premiazione. Questo problema esiste da quando le stazioni televisive Usa hanno smesso di trasmettere in analogico e sono passate al digitale. Ma anche i segnali Tv digitali che ricevo mostrano problemi, specialmente se sono su basse frequenze. Di sicuro c'é che il segnale digitale non é “robusto” e spero che presto si passi allo standard IpTv.

Tornando agli Oscar, naturalmente questi hanno ricevuto ampia copertura su tutti i media con molte sfilate delle star cinematografiche sul tappeto rosso trasmesse da altre reti.
Il giorno seguente, poi, tutte le stazioni hanno trasmesso ampi servizi sulla manifestazione, seppur a volte offuscata dalle stravaganze di Charlie Sheen (considerato l'equivalente hollywoodiano delle vicissitudini berlusconiane).
Charlie Sheen é il protagonista principale della popolare sitcom “Two and Half Men”, prodotta dalla Warner Bros e trasmessa dalla rete Cbs. Dopo che l'attore (da sempre con una personalitá “problematica”), arrestato per atti di violenza, costretto a riabilitarsi da droga ed alcool e pluri-divorziato per attivitá scandalistiche, si é scagliato contro gli ebrei, il produttore della serie e la rete Tv che la trasmette, gli interessati hanno deciso di porre termine alla produzione e licenziarlo.
Per tutta risposta il 46-enne Sheen si é imbarcato in una campagna mediatica senza precedenti con il risultato di ridicolizzarsi al punto da farsi vedere a casa in compagnia delle due attrici hard con cui ora vive.

La parte piú tragica é che, con la fine della serie, oltre 250 lavoratori sono rimasti senza impiego e la Warner Bros perderá circa 1,8 milioni di dollari alla settimana per gli episodi che dovevano andare in syndication. La Cbs paga alla Warner circa 4 milioni di dollari a settimana per ogni episodio di mezz'ora (22 minuti effettivi), di cui 2 vanno a Sheen come stipendio settimanale.
Per quanto riguarda le statistiche degli Oscar, bisogna dire che l'audience televisiva é parzialmente diminuita rispetto a quella dell'anno scorso, in compenso peró sono aumentati gli investimenti che girano intorno agli Oscar, anche se non hanno raggiunto i livelli del 2007 ed anni antecedenti.
Giusto per fare un esempio, nel 2005 la campagna promozionale per un film candidato all'Oscar costava 15 milioni di dollari. A questa poi bisognava aggiungere i costi per le feste. Con la crisi economica del 2008 le spese si sono dimezzate e solo ora sono riprese a salire.

Quest'anno sono state 21 le feste pre, durante e post Oscar, incluse quelle per beneficenza. I ricavi pubblicitari per gli spot trasmessi durante le tre ore della cerimonia di premiazione sono aumentati del 14% rispetto l'anno scorso portandosi a 80 milioni di dollari. Per ottenere i diritti esclusivi sia nazionali che internazionali, la rete Abc della Disney ha pagato all'Academy 65 milioni di dollari.
Per produrre l'evento l'Academy ha speso 30 milioni (2 in piú dell'anno scorso) impegnando circa 3.000 persone. Da tener presente che ogni statuetta (appunto chiamata Oscar) costa 830 dollari e l'Academy ne consegna un totale di 40.

Si é calcolato che oltre alle spese sopra indicate, gli Oscar generano ad Hollywood un giro di affari di circa 130 milioni di dollari (occupando oltre 7.000 persone), incluse le famose pubblicitá su giornali e riviste specializzate per farsi votare dai soci dell'Academy (circa 5,5 milioni per film in concorso).

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