DIG Awards, i vincitori dell’edizione 2016

Si è concluso domenica 26 giugno il DIG Festival di Riccione.  L'evento si è confermato un prestigioso punto di incontro e momento di formazione del giornalismo internazionale d’inchiesta e ha premiato, con i DIG Awards, i migliori lavori proposti nelle varie categorie: Investigative, Long Reportage, Short Reportage, Digital, Data e Focus on Italy 

Anche quest’anno i più grandi professionisti dell’informazione, produttori televisivi, broadcaster, fotografi, videomaker e reporter di guerra si sono dati appuntamento al DIG Festival per una quattro giorni di workshop ed eventi esclusivi. Sabato 25 giugno l'evento ha visto la proclamazione dei vincitori dei DIG Awards, annunciati  dalla giornalista di La7 Vicsia Portel sul palco in Piazzale Ceccarini. A giudicare i progetti candidati è stata la giuria presieduta da Gavin MacFayden, Director of the Centre for Investigative Journalism, e composta da Alexandre Brachet, Ceo and Founder of Upain, Riccardo Chiattelli, Head of Content and Communication di Laeffe, Corrado Formigli, autore e presentatore di Piazza Pulita, La7, John Goetz, Investigative Reporter di NDR/Suddeutsche Zeitung, Nils Hanson, editor in Chief di SVT (Uppdrag granskning), Sarah Harrison, Investigations Editor di WikiLeaks, Monica Maggioni, presidente Rai, Marco Nassivera, Head of News di ARTE, Alberto Nerazzini, giornalista freelance, Juliana Ruhfus, Senior Presenter di Al Jazeera English, Andrea Scrosati, Vice President Corporate & Market Communication di Sky Italia e Margo Smit, Ombudsman di NOS.

Per la categoria Investigative, il premio è andato a "The Italian Handshake" di Ali Fegan & Lars-Goran Svensson (Mission Investigate, SVT 1), che rivela i retroscena dell'affare concluso tra AgustaWestland / Finmeccanica e il governo svedese per la vendita a quest'ultimo di 7 nuovi elicotteri SAR. L'indagine giornalistica ha avuto il merito di condurre all'apertura di un procedimento presso l'autorità nazionale anticorruzione che è ancora in corso.

Due sono stati invece i riconoscimenti, Ex-Equo, per la categoria Long Reportage: "#myescape" di Elke Sasse (wdr, deutsche welle), film documentario sui viaggi  dei rifugiati dall'Afghanistan, Siria ed Eritrea, raccontati attraverso i video realizzati dai migranti stessi con i loro telefoni cellulari, che si  alternano alle interviste di approfondimento con i protagonisti; "Fukushima: A Nuclear Story" di Matteo Gagliardi con Christine Reinhold e Pio d'Emilia (TeatroPrimo Studio, Film Beyond), un documentario frutto di tre anni di ricerche che unisce la storia di un giornalista che non ha abbandonato il suo lavoro nel momento di maggior pericolo nucleare, i dubbi e i timori di un uomo nei giorni seguenti la triplice tragedia di Fukushima e la ricerca di ciò che è veramente accaduto nella centrale nucleare di Fukushima Daichii. I disegni manga, per la prima volta utilizzati in un film italiano, sono stati realizzati dall’Accademia Europea di Manga.

Ha vinto il DIG Award per la categoria Short Reportage il lavoro di Valentina Petrini (Piazza Pulita, La 7) "Travelling with the refugees". Per due settimane profuga tra i profughi, Valentina Petrini si è finta curda siriana, moglie di un giovane curdo di nome Ivan proveniente dalla città di Amuda e ha camminato per campi e ferrovie insieme a tutta la sua famiglia, da Salonicco per raggiungere lungo la rotta Balcanica e la salvezza a Graz, in Austria.

"Ecuador’s Secret Oil Road" di Nina Bigalke (reported.ly) si è aggiudicato il primo premio per la categoria Digital. L'inchiesta esclusiva condotta dalla giornalista Nina Bigalke ha riguardato un sito di estrazione del petrolio nel mezzo della foresta amazzonica e ha filmato una strada costruita illegalmente, la cui esistenza è stata negata dal governo dell’Ecuador. "Fatal Extraction" di Eleanor Bell, Will Fitzgibbon, Chris Zubak-Skees (http://projects.icij.org/fatalextraction) è il vincitore della categoria Data. Il lavoro riguarda la posizione dell'Australia nel business delle miniere estrattive africane,  la cui presenza vastissima, talvolta mortale, non è mai stata presa in esame. “Fatal Extraction” unisce tecniche investigative tradizionali e una presentazione web innovativa per rivelare morti, feriti e accuse riconducibili allo sfruttamento della manodopera nelle compagnie minerarie australiane che operano in Africa. Il team di giornalisti ha costruito una “storia visiva in sequenza” per offrire agli utenti un'inchiesta complessa accessibile per mezzo un'interfaccia semplice.

Per Focus on Italy, infine, è stato premiato "The Organization", di Giuseppe Borello e Andrea Sceresini, che documenta la realtà di Scientology e della sua nuova grande Chiesa realizzata a Milano, nella quale gli autori del documentario si sono mossi da insider. Il lavoro, che si è aggiudicato così il premio di 20mila euro per ultimare la produzione, indaga anche sul volume di affari che nasconde e muove la struttura di Ron Hubbard.

Domenica 26 il Festival ha salutato il pubblico con due proiezioni in anteprima: “Italian Offshore”, il documentario vincitore della prima edizione del concorso Focus On Italy ai DIG Awards 2015 che, proprio grazie al premio ottenuto, è diventato una video-inchiesta, articolata in quattro capitoli da 12 minuti l’uno, sull’estrazione di idrocarburi nei mari italiani, e "E.R. Connection", film documentario risultato del progetto di ricerca Segnali di mafia realizzato tra il 2015 e il 2016 nell’ambito di un accordo di programma tra l’Università di Bologna (dipartimento di filosofia e comunicazione) e la Regione Emilia-Romagna (servizio politiche per la sicurezza e la polizia locale). Coordinato da Marco Santoro, docente di sociologia all’Università di Bologna, il progetto ha ricostruito la presenza della criminalità organizzata in Emilia-Romagna.

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