Digitale radio: per Suraci “è una questione politica”

Il patron di Rtl 102.5 commenta le comunicazioni di Calabrò al Parlamento: “Finora si è investito solo sul digitale terrestre televisivo, i cui risultati non sono proprio esaltanti”.

Commentando l'allarme lanciato dal Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, sui gravi ritardi del settore radiofonico nella transizione verso la tecnologia digitale, il Presidente di RTL 102.5, Lorenzo Suraci, ha dichiarato: "Sono molto soddisfatto del richiamo del Garante, ma devo sottolineare che la prima responsabile dei ritardi, anzi dell'immobilismo di questi anni, è proprio la politica".

"A fronte di tante promesse - continua Suraci - la realtà è una: in Italia, il digitale radiofonico è stato strozzato sul nascere dalla mancata applicazione delle leggi vigenti. Ne sono responsabili le autorità amministrative e di controllo. La stessa Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è venuta meno al principio di neutralità tecnologica - richiamato dal Presidente Calabrò - quando ha consentito alla televisione digitale e agli operatori telefonici di fare quello che è impedito alla radio".

"Per lanciare il digitale abbiamo bisogno delle frequenze: ci sono e sono pianificate a livello internazionale - ricorda Lorenzo Suraci - ma le autorità italiane non riescono a far rispettare questa pianificazione, creando esse stesse il ritardo che noi editori radiofonici paghiamo sulla nostra pelle".

"Solo così può accadere che il canale 12 - continua il presidente di RTL 102.5 - sia occupato abusivamente dalla Rai, una realtà assurda che non ha eguali in Europa".

"Editori radiofonici che hanno investito risorse proprie, senza ricevere nulla dallo Stato, vedono frustrata la possibilità di sviluppare un mezzo che gli italiani premiano con un interesse e una passione sempre crescente".

Clamorosa la disparità di trattamento riservato al digitale televisivo: Lorenzo Suraci sottolinea "l'assurdo sostegno finanziario assicurato al lancio della piattaforma digitale terrestre televisiva, un lancio che può considerarsi oramai fallito". "I dati d'ascolto del digitale tv trapelati la scorsa settimana - precisa il Presidente di RTL 102.5 - sono così bassi da non giustificare neanche lontanamente un investimento pubblico di questa portata".

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