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Millecanali

Digitale terrestre: dibattito ‘rovente’ su Sky e l’Europa

Ma che succede dopo la volontà manifestata da Sky di ottenere uno ‘sconto’ sui tempi in sede europea rispetto all’impossibilità di partecipare al digitale terrestre? Secondo ‘Repubblica’ qualche speranza per Sky c’è, con forte irritazione del viceministro Romani. Ma lui smentisce…

30 Marzo 2010

Ecco come la situazione è stata ben sintetizzata dal sito www.key4biz.it:
«I servizi dell'Antitrust Ue sono intervenuti per fare chiarezza sul caso Sky ma soprattutto per smentire le continue indiscrezioni pubblicate dalla stampa nazionale e far sapere che sulla pay-tv e il suo eventuale ingresso anticipato nel digitale terrestre ancora nulla è stato deciso. La Commissione Ue definirà tutto intorno alla metà di aprile, dopo aver condotto le consultazioni con i concorrenti, e fino ad allora “tutte le opzioni sono aperte”. In base agli impegni presi con Bruxelles nel 2002, all'epoca della fusione tra Stream e TelePiù, Sky non può trasmettere la Tv a pagamento su altre piattaforme prima del 2012. Ma il network di Rupert Murdoch ha chiesto alla Ue di anticipare il suo sbarco nella Dtt, partecipando all'asta per una delle tre reti ancora disponibili. E il commissario Joaquin Almunia, responsabile della concorrenza, “ha avviato una serie di consultazioni ('market test') con gli altri operatori, al termine delle quali sarà presa una decisone”, spiegano i servizi di Almunia, precisando che fino ad allora “tutte le opzioni sono possibili”. Intanto il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani ha smentito l'articolo uscito su 'Repubblica' nel quale si ricostruisce la presunta opposizione dello stesso viceministro alla partecipazione di Sky alla prossima asta per le frequenze nonostante il parere favorevole della Ue. Nello stesso articolo si parla anche di un incontro, sulla vicenda, con il Commissario Ue Joaquin Almunia. Romani ha detto che “Le parole contenute nel articolo pubblicato su La Repubblica sono false, gravi e ridicole”. “Non ho mai affermato - ha sostenuto il viceministro - né privatamente né ufficialmente, né tantomeno al Commissario europeo per la Concorrenza Almunia , che decido io rispetto a una procedura, la gara di assegnazione del dividendo digitale, che è regolata da una delibera dell'Agcom. Il viceministro ha anche smentito la notizia che sarebbe volato a Bruxelles per la seconda volta per incontrare Almunia: “Vorrei specificare, infatti, che l'unico incontro, da me richiesto e concessomi subito dal Commissario europeo per la concorrenza Almunia si è tenuto il 2 marzo ed era volto a significare la posizione del governo e le preoccupazioni del mercato radiotelevisivo nazionale e locale su una decisione, sollecitata dalle pressioni di un unico operatore, che sconvolgerebbe il mercato del digitale terrestre. Successivamente è stata indetta la consultazione pubblica, chiusa nei giorni scorsi, dalla quale, a quanto mi risulta, è emersa una posizione, pressoché unanime di tutti gli operatori, fortemente orientata verso la netta contrarietà all'ingresso sul mercato del digitale terrestre di un soggetto statunitense monopolista del mercato satellitare e della pay tv”. Rai e Mediaset senza esitazioni hanno detto all'Agcom di no a uno sconto a Sky sulle limitazioni operative. Secondo MF, il direttore generale della Tv pubblica, Mauro Masi, avrebbe scritto al Commissario Ue alla Concorrenza, Joachin Almunia, e al responsabile della direzione generale Alexander Italianer, per informare che “con riserva di esporre le proprie valutazioni in maniera compiuta Rai sottolinea sin d'ora l'importanza cruciale che questo impegno riveste, sia per garantire un minimo di concorrenza potenziale nei confronti della posizione ancora super dominante di Sky, sia per evitare il rischio di trasferimento ed estensione del suo potere economico in altri mercati". In occasione della presentazione del bilancio 2009, Fedele Confalonieri ha sottolineato che “…in compagnia di tutti gli altri operatori tv noi diciamo che non ci sono cambiamenti tali sul mercato che consentano al monopolista satellitare di acquisire le scarse frequenze di trasmissione, già insufficienti per gli operatori attuali”. “In più - secondo il presidente di Mediaset - nessun operatore Tv è riuscito a scalfire il monopolio Sky sul satellite come invece la Commissione europea auspicava accadesse. L'unica alternativa alla posizione stradominante di Sky nella pay-tv siamo noi di Mediaset e Dahlia Tv e fa riflettere che utilizziamo le frequenze che ora Sky rivendica a sé”».
Ma non è finita:
«La novità, per 'Repubblica', sarebbe invece la risposta dell'Autorità: sì alla possibilità per Sky di acquisire fin da ora frequenze terrestri, ma solo per trasmettere canali in chiaro. Per i canali a pagamento il limite resterebbe quello attuale del 2011. Ma c'è un altro aspetto da evidenziare, in quanto se Bruxelles dovesse adottare la posizione espressa dall'Agcom, si verificherebbe un contrappasso nei confronti del viceministro per le Comunicazioni, che è in ritardo nell'indizione del beauty contest per l'assegnazione delle cinque frequenze Tv liberate dal passaggio al digitale terrestre, come richiesto dall'Unione europea».
Altre smentite di Romani a 'Repubblica':
«”L'assurda affermazione poi secondo cui avrei intenzione di non fare del tutto la gara mettendo a repentaglio la chiusura della procedura d'infrazione è smentita dal lavoro di questo anno e mezzo e dall'impegno profuso nel concordare con l'Europa i due presupposti fondamentali per chiudere definitivamente la procedura d'infrazione: l'individuazione delle 5 frequenze per il digitale terrestre ed una ulteriore per il DVB-H del dividendo digitale e appunto la messa a gara delle stesse. Non è certo per nostra volontà che ancora non si è proceduto con la gara di assegnazione del dividendo”. “Al momento - ha concluso Romani - non mi risulta sia stata presa alcuna decisione in merito da parte dell'Europa e non vorrei dover pensare che nella costruzione di tanto gravi falsità da parte di qualche giornalista prezzolato vi sia un'intenzione di influenzare tale decisione, altro che conflitto d'interessi”».
'Repubblica', in risposta, ha ribadito le proprie tesi e preannunciato iniziative giudiziarie, probabilmente nei confronti delle frasi relative ai “giornalisti prezzolati”.

Tag: News, Tv digitale

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