Digitale Tv: un agosto intensissimo

Riprendiamo le nostre news con un ampio riepilogo di quanto accaduto in agosto nel campo del digitale televisivo. E stavolta è successo davvero tanto…

Agosto è un mese assai intricato per la storia della radiotelevisione italiana, che ha sempre vissuto di estati calde e provvedimenti in piena tempistica balneare. Quest'anno non si è fatta eccezione ed ecco un breve riassunto di quanto avvenuto.

Cominciamo dagli imminenti switch off nel Centro-Nord: l'Agcom ha deliberato le frequenze e le regole per la loro utilizzazione. Ricordiamo che la fascia tirrenica (Liguria e Toscana) ha norme diverse dal resto d'Italia (per tutelare Costa Azzurra e Corsica) e anche nelle Marche si devono evitare interferenze oltre Adriatico. Il risultato è che i canali di alcuni mux saranno diversi da quelli delle regioni circostanti, con aumento del caos.
Alla fine dalle frequenze utilizzabili sono sparite quelle dal 61 al 69 e sparisce pure la differenza tra risorse regionali, subregionali e locali: tutti i canali sono in una graduatoria dal migliore al peggiore e verranno assegnati in quell'ordine alla fine delle complesse operazioni di attribuzione. Come dicevamo dalle postazioni tirreniche (i monti Serra, Argentario, Bignone, Beigua, Meto e quelle di Roselle, Piana Moreno e Pedona) non si trasmetterà su ben otto canali per non interferire in Francia. Le attribuzioni per la parte Uhf del mux 1 Rai sono le seguenti: Liguria canale 46, Toscana canale 27, Marche canale 32, Umbria canale 29 e Viterbo canale 28. Ed era il 6 agosto…

Qualche giorno dopo, dalll'11 agosto, sono stati pubblicati i bandi per l'assegnazione delle frequenze per le tv locali nelle varie aree: i ragionamenti da fare sono assai complessi e intricati. Innanzitutto spariscono le aree tecniche: i canali sono assegnati su base regionale, ripetendo probabilmente anche tutti gli errori già visti in occasione delle attribuzioni dei numeri Lcn. La Spezia, televisivamente, è assai più toscana che ligure: non tenerne conto vuol dire costringere parecchie emittenti a non avere risorse utili per proseguire l'avventura nell'etere se non nella veste, assai stretta, di puro fornitore di contenuti. Le domande sono da presentare in modo assai poco semplice passando da un sito internet, funzionante solo da qualche giorno dopo la pubblicazione del bando. Il materiale ottenuto e stampato va inviato entro 35 giorni dalla pubblicazione dei bandi (quindi entro metà settembre) al Ministero dello Sviluppo Economico e devono contenere obbligatoriamente dati particolari come l'entità del patrimonio al netto delle predire, il numero dei dipendenti applicati all'attività televisiva, l'indicazione della quota di fatturato prodotta nella regione, l'elenco degli impianti legittimamente operanti, l'indicazione degli anni di copertura ininterrotta della popolazione interessata, copia dell'ultimo bilancio depositato, certificato degli enti previdenziali sui contributi ai dipendenti. I punteggi sono attribuiti con un massimo di 30 punti al patrimonio netto, 20 ai dipendenti, 45 punti per la copertura televisiva e 5 per la priorità cronologica dell'attività.
Da notare che verrà assegnato il massimo punteggio alla migliore emittente in ogni singola voce e poi, in proporzione, i punti alle altre. Chi ha sede fuori regione, inevitabilmente, parte svantaggiato (e questo vale anche per le ormai numerose superstation come Canale Italia, La 9, Telecampione etc). La graduatoria, complessa a sua volta, prevede l'assegnazione alle emittenti che coprono almeno il 70% della popolazione di una regione di una rete Sfn; le briciole resterebbero quindi per le altre.

Ancora qualche giorno dopo e il 16 agosto è stata resa pubblica anche la gara per l'attribuzione dei numeri Lcn in Liguria. Ma in questo caso tutto è stato in bilico grazie a una sentenza del Tar del Lazio che a fine luglio ha preso a schiaffi il sistema di attribuzione dei numeri sul telecomando digitale: immediato il controricorso al Consiglio di Stato (che intanto aveva sospeso l'esecutività immediata del provvedimento del Tar, con un inizio agosto per molti versi 'da brivido') che è arrivato nella serata del 30 agosto. L'organo ha dato ragione ai controricorrenti (Agcom e Ministero) e pertanto l'Lcn rimane con le solite e pur discutibili regole. Ma la vicenda è intricata e ci torneremo su.

In agguato ci sono anche gli esiti delle gare per il beauty contest (ammesso che rimanga a titolo gratuito e che non prevalgano gli emendamenti dell'opposizione per renderlo 'oneroso' e a base d'asta, mentre ci sono già i ricorsi al Tar di Sky e Telecom) e quella per Lte, da cui si ipotizza di incassare almeno 2,3 miliardi di euro dalle compagnie telefoniche. Le prime informazioni su questo sono incoraggianti per il Ministero e l'asta sembra funzionare, con rilanci e soldi che arrivano davvero. Resta l'iniquità di aver tolto canali 'pregiati' alle sole Tv locali.

Pubblica i tuoi commenti