Diritti Tv del calcio: grandi manovre in corso

 

Un miliardo e cinquanta milioni di euro: è questa la bella cifra fissata dalla Lega Calcio (tuttora senza un vertice eletto, come peraltro la Figc), la base d'asta per la cessione delle immagini televisive della serie A per i prossimi tre campionati, sulla base del nuovo bando emanato in questi giorni, dopo il primo fallimento di ormai diversi mesi fa.

Sono tre i pacchetti più importanti da vendere nell'asta in questione, che chiuderà il prossimo 22 gennaio, con altrettante piattaforme ‘in ballo’ in esclusiva: satellite, digitale terrestre e - questa è la sostanziale novità - internet. Otto squadre (con le ‘big’) saranno visibili su tutte e tre le piattaforme, mentre le altre dodici saranno in esclusiva su una soltanto; fra queste ultime, elemento di non poco conto, c’è anche la Roma.

Quale la logica del bando, curato naturalmente da Infront? Sembrerebbe di capire che anche stavolta, dopo tante ‘complicazioni’, si punti più o meno alla conferma dell’esistente, nel senso che Sky potrebbe prendere la parte più grossa del bottino, con la conferma di almeno gran parte delle squadre sul satellite (risparmiando pure qualcosa), Premium avrebbe di nuovo le squadre ‘che contano’ (tranne la Roma) sul digitale terrestre senza svenarsi e l’eventuale gara sulla nuova esclusiva su Internet (per cui sarebbe in gara l’inglese Perform, che ha già provato ad assicurarsi i diritti per l’estero del nostro campionato, mentre Amazon ci starebbe pensando) permetterebbe il miracolo di far lievitare verso l’alto i ricavi, elemento indispensabile per squadre di calcio sempre alla ricerca di soldi per far sopravvivere il ‘sistema’.

Di fatto sarà dunque possibile, con un abbonamento ‘light’, seguire le principali partite via internet e per il consumatore il vantaggio (notevole) è che potrà anche acquistare la singola gara. La base d’asta per Internet è di 160 milioni, per il satellite e il digitale terrestre 260 milioni per ciascuna piattaforma. Per arrivare a tutte le 20 squadre Sky dovrebbe acquisire i due pacchetti ulteriori D1 e D2, del valore rispettivamente di 144 e 166 milioni o almeno uno dei due per essere la ‘piattaforma’ protagonista; pur con anche i diritti accessori (spogliatoi, priorità nelle interviste ecc.) potrebbe in effetti spendere meno, nel complesso, del triennio precedente (quando aveva sborsato 572 milioni), anche se, se volesse proprio tutto, sulla carta dovrebbe spendere di nuovo 570 milioni.

Mediaset Premium è ovviamente in cosa per il digitale terrestre, anche se la pace definitiva con i francesi e l’alleanza con Telecom Italia tardano ancora, ma a questo punto ciò non costituisce certo una motivazione sufficiente per un altro rinvio delle operazioni, già assai ‘tardive’ rispetto al passato (mancano solo alcuni mesi al prossimo campionato di cui si vendono i diritti Tv). Mediaset potrebbe alla fine, comunque, spendere meno dei 373 milioni del triennio precedente.

In realtà però le cose non sono poi così sicure, se, dopo le lunghe meditazioni su una possibile piattaforma Tv della stessa Lega (ora non se ne parla più), è stato tirato in ballo anche un possibile “piano B”, ossia un bando subordinato da dedicare a intermediari finanziari, nel caso in cui l’asta ‘tradizionale’ andasse deserta, come accaduto a giugno.

L'International Bank of Qatar in questo senso ha già fatto pervenire una mirabolante proposta, con una garanzia finanziaria di 1 miliardo e 260mila euro all’anno per dieci anni, mediata da Ernst e Young e dal gruppo Comoi.

L'orientamento dei club è stato però quello di prendere una decisione sull'investimento (che vale 13 miliardi complessivi) proposto dall'istituto dell'emirato, appunto solo dopo l'esito del bando dei diritti Tv, tenendolo dunque come una sorta di ‘garanzia’. Si tratta in sostanza di un'assicurazione sui ricavi della Lega di Serie A in tema di diritti Tv, appunto.

Di fronte alla proposta, ricevuta dalla Lega a fine dicembre, si è registrato un forte interesse fra le società medio-piccole, mentre non mancano le perplessità fra le ‘big’.

Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per le 13 del 22 gennaio, poi verranno subito aperte le buste. L'assemblea della Lega a quel punto assegnerà i diritti Tv o procederà con le trattative private fino al 25 gennaio. Solo se non dovesse andare in porto l'assegnazione con questo bando, si procederà con quello subordinato.

C’è da notare che, per massimizzare il valore di ciascuna squadra, nella prossima stagione saranno aumentate da 5 a 8 le finestre orarie in cui seguire le partite; queste ultime verranno disputate anche il sabato alle 15, la domenica alle 18 e il lunedì alle 20.30 (non più alle 20.45).

 

Ma mica è finita qui: l’advisor Infront Sport and Media, prima oggetto di mille polemiche e poi acquistato tre anni fa dal colosso cinese Dalian Wanda Group per la cifra record di 1,2 miliardi di dollari, potrebbe ora di nuovo cambiare proprietà. Infatti un primario fondo di investimento internazionale avrebbe mostrato concreto interesse all'acquisizione della società dai cinesi. Nell'operazione sarebbe coinvolto anche l'altro grande asset sportivo di Wanda: l'americana World Triathlon Corp, la società che organizza e promuove l'Ironman Race.

Il fatto è che Wanda, che ha realizzato massicci investimenti all’estero, è in difficoltà e nel mirino dello stesso Governo cinese. Il capo di Wanda Wang Jianlin, considerato fra gli uomini più ricchi della Cina, sembra aver perso il reale timone della sua azienda e il Governo gli ha imposto un massiccio piano di rientro. Ne farebbe parte anche la cessione degli studios di Legendary Entertainment, la casa di produzione di Batman, comprata due anni fa per 3,5 miliardi di dollari e magari anche delle catene di cinema americane Amc Entertainment e Carmike Cinema e di quelle omologhe europee Odeon, Uci Cinema e Nordic Cinema.

 

Infine, sul tappeto ci sarà presto anche un altro problema-chiave: quello della ripartizione dei proventi dei diritti Tv fra le stesse squadre della Lega Calcio, con le nuove regole fissate dalla Legge di Bilancio. Il tema è complesso e ne riparleremo presto.

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