Disney: Eisner si sceglie il successore

Come nuovo amministratore delegato è riuscito a far designare uno dei supermanager dell’azienda a lui più vicini, il direttore generale della Disney Robert Iger. Con questa nomina Eisner si prende la rivincita su Roy Disney e Stanley Gold e rimane l’uomo forte della società.

Dopo che lo scorso anno era stato messo in minoranza dall'assemblea dei soci della Disney, Michael Eisner sembra ora aver vinto la sua battaglia contro i rivali che da tempo gli fanno la guerra: Roy Disney (nipote di Walt Disney) e Stanley Gold, entrambi super-dirigenti della società, facendo designare per la carica di amministratore delegato (che attualmente ricopre e che dovrebbe lasciare al massimo entro alcuni mesi) un suo "uomo", il direttore generale Robert Iger.

Iger lavora alla Disney da nove anni (era in Abc quando uk network fu acquistato dalla Disney) e ha avuto la fortuna di non scontrarsi mai con lo stesso Eisner.

Da tempo Roy Disney e Gold contestavano Eisner vedendo in lui la causa di una serie di scelte sbagliate che hanno portato la Disney ad attraversare un brutto periodo e gli contestavano per questo il diritto di avere voce in capitolo nella scelta dei nuovi dirigenti. Ma Eisner ha avuto invece una forte influenza sulla designazione di Iger.

Ora Iger dovrà dimostrare, appena davvero si insedierà nella carica, di non essere un "burattino" nelle mani di Eisner e fare una serie di scelte strategiche per il rilancio della società. In effetti, dopo un difficile periodo economico-finanziario, la Disney ha ripreso di recente a fare utili. I profitti sono cresciuti in tutti gli ultimi otto trimestri e addirittura nei primi tre mesi del 2005 dovrebbero crescere a doppia cifra.

A sostenere i risultati è stata soprattutto la ripresa del business nel settore cinematografico. Negli ultimi tempi sembrano migliorare anche i conti di Abc. Il grosso problema del gruppo sono invece i parchi di divertimento, che danno evidenti segni di stanchezza ed è su questo fronte che gli analisti si aspettano decisioni drastiche da parte del management.

Proprio il calo di affari dei parchi di divertimento ha impedito finora ai titoli Walt Disney di conseguire rialzi in Borsa. Le azioni a Wall Street hanno messo a segno un aumento di solo il 5% negli ultimi dodici mesi e rimangono quindi su valori inferiori quasi del 50% ai livelli raggiunti nel 2000.

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