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Divorzio Aol - Time Warner
L'acquisizione nasceva con l'idea di integrare contenuti editoriali e di intrattenimento con quelli tecnologici, ma la crisi nella quale è entrata Aol si è trascinata dietro anche Time Warner. Con lo "sgonfiarsi" della bolla di Internet e la nascita di altre internet company, Aol ha visto calare i suoi utenti e sottoscrittori, perdendo valore come buona parte degli altri Internet provider. Inevitabile che la crisi di Aol, come accade in ogni crisi di coppia, avesse conseguenze su Time Warner.
Dopo i 99 miliardi di dollari persi nel 2002, nel 2003 è arrivata la rimozione di Steve Case (mente della fusione). La strategia dei successivi amministratori delegati della compagnia è stata un progressivo scorporo di società che consentisse a Time Warner di sopravvivere (in quell'occasione sono nate compagnie come Time Warner Cable o Warner Music).
Ora tocca ad Aol, passata attraverso un rigido ridimensionamento con un taglio di circa 2.500 persone e l'approdo all'outsourcing per buona parte delle sue attività.
D'ora in poi la strada di Aol sarà ancora di più in salita. Dovrà portare a termine la transazione a digital media company, basata sulla pubblicità on line, in tempi in cui il mercato dell'advertising non è certo tra i più floridi ed è calato del 20% nell'ultimo anno, e rivalutare il proprio brand.
































