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Televisione

E alla fine il Piano c’è

Nonostante tutte le contestazioni, l’Authority alla fine ha approvato il Piano delle frequenze, che le Tv locali hanno a lungo avversato. Sulla carta è tutto perfetto, nella pratica, vedremo…

Mauro Roffi

03 Giugno 2010

Vediamo il comunicato stampa sull'“evento” di oggi:
«Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, relatori i Commissari Stefano Mannoni e Michele Lauria, ha approvato oggi all'unanimità il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive (PNAF) per il digitale terrestre. Il Piano si conforma ai principi di uso pluralistico ed efficiente delle frequenze su tutto il territorio previsti dalle norme legislative vigenti e dagli indirizzi comunitari, fornendo i criteri tecnici e metodologici per la pianificazione, nazionale e locale.

L'utilizzazione della tecnica SFN (reti a singola frequenza), che vede l'Italia all'avanguardia in Europa, permetterà di soddisfare tulle le diverse esigenze: razionalizzazione delle reti esistenti, nazionali e locali; nuove frequenze destinate alla gara per gli operatori TV; frequenze per i servizi innovativi.

Nel piano, sono identificate le frequenze delle reti televisive nazionali da utilizzare di norma in tecnica isofrequenziale. Tali reti, tra cui quelle destinate a nuovi soggetti (dividendo digitale interno), sono equivalenti tra loro, sia in termini di copertura sia in termini di coordinamento internazionale. Il Piano tiene inoltre conto degli specifici obblighi di servizio pubblico, dell'articolazione regionale di Rai 3 e dell'informazione, nonché dello sviluppo dei servizi innovativi. Secondo quanto indicato dalla legge, il PNAF riserva oltre un terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti televisive locali. Al fine di garantire il massimo pluralismo e di favorire un uso efficiente ed effettivo delle frequenze, la pianificazione di dettaglio avverrà attraverso la convocazione di appositi “tavoli tecnici”, anche per assicurare continuità a quanto avvenuto regioni che hanno già effettuato il passaggio al digitale terrestre. Il provvedimento approvato oggi sarà dunque completato nei suoi aspetti attuativi via via che i tavoli tecnici relativi alle aree ancora da digitalizzare avranno concluso il loro lavoro. Il Piano pone particolare attenzione alla futura utilizzazione delle frequenze che, secondo gli indirizzi comunitari, sono destinate a servizi di telecomunicazioni (dividendo digitale esterno) per servizi innovativi quali la banda larga mobile di quarta generazione. È infatti previsto, sin da ora, di mettere a disposizione di tali servizi le risorse inutilizzate (le cosiddette “white spaces”). L'azione di riorganizzazione dello spettro frequenziale dovrà essere condotta in cooperazione con il ministero dello Sviluppo Economico che ha competenza sulle modifiche del Piano nazionale di ripartizione delle frequenze. Il Presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, nell'esprimere soddisfazione per la decisione assunta dal Consiglio dell'Agcom, ha dichiarato: “il Piano di assegnazione delle frequenze è un adempimento caratterizzante e fondante dell'attività dell'Agcom ed è stato adottato dopo un'approfondita consultazione che ha coinvolto tutti i soggetti interessati e a seguito di un confronto con il ministero per lo Sviluppo Economico, al quale spettano le attività di coordinamento delle frequenze in sede internazionale. L'approvazione del Piano rappresenta un passaggio ineludibile che l'Autorità, in linea con il suo ruolo istituzionale, ha portato a compimento in piena autonomia tecnica ed è dotato della necessaria flessibilità per rispondere alle esigenze attuali e ai futuri sviluppi tecnologici”».
Troppo bello per essere vero, verrebbe da dire, a proposito di un Piano che sembra conseguire 'per miracolo' tutti gli obiettivi. Fatto sta che il metodo finora seguito dei “tavoli” per le regioni già passate all'all digital viene sostanzialmente 'sconfessato', visto che verrà rimesso in discussione quanto già deciso proprio a questi stessi tavoli (per i tavoli futuri, annunciati, vedremo). Nel merito si vedrà, ma già oggi fra le associazioni delle Tv locali tirava un'aria poco rassicurante, del tipo: 'Alla fine l'hanno fatto lo stesso, ci toccherà dar battaglia…”. Presto ne sapremo di più.

Tag: News, Tv digitale

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