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È l'ora di Sanremo
Non è ancora completamente chiara la questione della partecipazione di Roberto Benigni a Sanremo, anche se il suo compenso prevederebbe lo sfruttamento di parte dei diritti di alcuni programmi Rai in hom video, situazione che è stata a vario titolo commentata, manco a dirlo anche dai politici.
Ma andiamo con ordine. Il festival parte "svantaggiato" e penalizzato dalla graduale emorragia di ascolti degli ultimi anni. Bonolis si è trovato di fronte al forfait di alcune star che avrebbero potuto contribuire ad alzare gli ascolti (in più la Rai sembra aver tagliato il 'budget ospiti').
Sulla partecipazione all'evento di Roberto Benigni ,che contribuirà sicuramente ad alzare gli ascolti, però, non si poteva scherzare. Benigni avrebbe quindi posto le proprie condizioni alla Rai per partecipare al Festival: utilizzare 600 minuti di programmi Rai ai quali lui ha partecipato (programmi storici come 'L'altra domenica', 'Le Sorelle Materassi' o lo stesso Festival di Sanremo) per sfruttarne i diritti per la realizzazione di un Dvd che verrebbe venduto da Benigni senza passare, come vorrebbe la prassi, da Raitrade. Non una cessione di diritti però, che resterebbero alla Rai, ma un loro sfruttamento, per una cifra che sarebbe pari a 350mila euro, il compenso appunto chiesto dal comico.
Inizialmente c'è stata una certa nebulosità sulle condizioni di utilizzo dei diritti che avrebbe fatto gridare allo scandalo, dal momento che si parlava di cessione totale. Una condizione pesante che ha sollevato immediatamente le polemiche dei consiglieri Staderini e Bianchi Clerici.
Il direttore generale Claudio Cappon ha ritenuto di chiarire la questione così: nessuna cessione dei diritti da parte della Rai, né quelli televisivi e tanto meno quelli dell'home video "che non possiede" ha detto Cappon (serviva comunque il consenso di Benigni). Benigni avrà l'utilizzo, mentre la Rai "resta proprietaria", come si è fatto con Fiorello e Celentano (e in qualche modo, ci pare, anche con Juventus). Ma per ora l'affare non sarebbe ancora stato ufficializzato.
Sabato scorso Giuliano Urbani, del Cda Rai, ha dichiarato: "Nel Cda di giovedì scorso, almeno quattro consiglieri su sette hanno chiesto di vedere chiaro sull'operazione Benigni e "per ora si è stabilito che Benigni parteciperà a Sanremo ricevendo il compenso pattuito; ma dei diritti si ridiscuterà quando il giallo sarà svelato». Urbani ha addirittura parlato di "giallo" sul metodo di elargizione del compenso da 350mila euro a Benigni.
"L'azienda ci ha fornito indicazioni contrastanti - ha detto Urbani - almeno su due questioni rilevanti. La prima: di chi sono i dirittiO O, meglio, chi può negoziarliO Raitrade, la società che per procura si occupa in esclusiva della commercializzazione dei diritti Rai, sostiene che spetti a loro la trattativa su Benigni, mentre la direzione generale ritiene il contrario. Secondo: quanto valgonoO Anche qui: c'è chi ritiene che il valore sia di 350 mila euro e chi, invece, valuta l'operazione intorno ai due milioni. Lo scarto è enorme. E poi, quest'ultima valutazione è relativa a soli cinque anni di sfruttamento e non in perpetuo, come qualcuno ha proposto di fare".
Insomma, servono molti altri chiarimenti... Intanto via alla kermesse dell'Ariston!
































