E lo switch off in Lombardia prosegue…

Ma come sta andando il ‘lungo switch-off’ di Lombardia, parte dell’Emilia e Piemonte orientale? Tutto ‘normale’ per le Tv nazionali, mentre le Tv locali sono in affanno. E si capisce bene perché…

Il megaspegnimento del digitale terrestre nella Pianura Padana prosegue, con la zona delle alpi Orobie, passata in questi giorni alla nuova tecnica. Il grosso dello spegnimento, comunque, avverrà negli ultimi giorni previsti per l'area tecnica 3 (Piemonte orientale, Lombardia meno Mantova, Piacenza e Parma) e quindi dal 22 al 26 novembre, le vere giornate-chiave. Non a caso lunedì 15 al Pirellone ci sarà un 'incontro stampa' di Romani e dello 'stato maggiore' degli enti locali lombardi (Regiome, Comune di Milano, ecc.) per parlare appunto dello swich-off 'vero' imminente.

Un primo bilancio ad oggi? Non è semplice elaborarlo. Innnanzitutto sono passate in digitale zone alpine, isolate, o semplici vallate. Gli abitanti già transitati sono poche centinaia di migliaia rispetto agli 11 milioni previsti dall'operazione nel complesso. Per Rai e Mediaset i problemi sono stati minimi; anche Timb ha acceso quasi ovunque senza grossi disagi.

Per le emittenti locali invece è stato il tempo delle scelte. Molte non hanno riacceso gli impianti (qualcuna neanche sui due capoluoghi già digitalizzati, Verbania e Sondrio) per evidenti problemi di natura economica e amministrativa. Parecchie emittenti, anche medio-grosse, si trovano in affanno per una conversione digitale che consiste sia in apparati trasmittenti che in ponti radio da acquistare e far tarare in un lasso di tempo assai ridotto (le frequenze sono state assegnate pochi giorni prima dell'inizio delle operazioni).
Senza contare che si sta ancora aspettando il fatidico e attesissimo numero di LCN di ciascuna Tv, promesso in origine per inizio ottobre e ancora non pervenuto.

Poi ci sono i ricorsi, inevitabili, con cui molte emittenti chiedono giustizia. Qualche "privilegiato" sembra in effetti che ci sia stato nella fase di assegnazione delle nuove frequenze e gli scontenti sono tanti. Inutile dire che qualche risposta comincerà ad arrivare, anche a breve, dal Tar del Lazio.

E infine, passando al Veneto, c'è anche una proposta di rinvio temporaneo dovuto all'alluvione che ha martoriato la regione, ma nessuna conferma è pervenuta in tal senso. Anche per questa regione, per il Friuli-Venezia Giulia e per l'Emilia-Romagna si saprà qualcosa, manco a dirlo, all'ultimo momento (ancora non siamo arrivati oggi alla fase dei 'Tavoli').

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