È morto Renzo Villa

Da qualche tempo era malato di tumore e aveva appena scritto un libro sulla sua esperienza televisiva. Era stato un personaggio notissimo nelle Tv private lombarde, soprattutto ad Antenna Tre. È scomparso a 69 anni.

Il primo ricordo che ho di Renzo Villa risale al 1978, l'anno della morte di due Papi, del sequestro di Aldo Moro, dell'elezione di Sandro Pertini alla Presidenza della Repubblica. Ero un ragazzino e mangiavo pane e Radio, la prima volta che misi piede in uno studio televisivo era stato da bambino al 'Dirodorlando', condotto da Ettore Andenna, altro protagonista della prima Antenna 3.
Come tanti bambini e ragazzini partecipai al 'Bingoo' e mi accorsi subito di essere in un ambiente meno ingessato di quello visto qualche anno prima in Rai. Molti anni dopo ritrovai Renzo Villa alla presentazione di un mio libro, lo annunciai e gli ricordai un particolare: la figlia Roberta, che all'inizio della trasmissione così annunciava il padre: “Signori e signore vi presento il mio papà”, poi gli dissi: “Cosa si prova ad avere praticamente inventato la Tv locale ed essere senza la Tv?”. Renzo con il sorriso sulle labbra disse: “Io sono un uomo felice, sono riuscito a fare quello che volevo fare, persino Silvio Berlusconi me lo disse: beato lei, Villa, che può fare il conduttore, io avrei voluto fare il cantante e mi trovo a dirigere network”.
E poi una serie di aneddoti, ricordi, ma senza rimpianti, tali da ricordarmi la canzone di Edith Piaf “Non rimpiango niente, né il bene che mi è stato fatto né il male. Non me ne importa niente, non rimpiango niente. Perché la mia vita, le mie gioie oggi ricominciano”.

Un mese fa Renzo e la moglie Wally mi parlarono del loro ultimo progetto: la stesura di un libro (scritto a quattro mani con la figlia Roberta, quella bambina che avevo visto esordire al 'Bingoo') sulla storia di Telealtomilanese e di Antenna 3 Lombardia, gli comunicai che era un progetto utilissimo per le future generazioni che dovranno studiare la storia della Televisione privata in Italia. Quando Antenna 3 Lombardia copriva l'intera regione e alcuni suoi programmi erano trasmessi in altre regioni da altre emittenti, Silvio Berlusconi era soltanto un imprenditore edile che aveva da poco acquistato Telemilano.

In queste settimane ho sentito spesso Renzo al telefono, mi ha inviato in anteprima la copertina del libro, libro che uscirà a questo punto dopo la sua morte. Renzo infatti stava combattendo l'ennesima battaglia della sua vita: la più difficile.Da qualche mese era afflitto da un tumore, ha deciso di parlarne non soltanto agli amici ma a tutti i giornalisti, e parlava bene della sanità, del personale medico e infermieristico che lo assisteva. Poi aveva anche spiegato che i proventi della vendita del libro sarebbero andati al Banco Alimentare, l'ennesima iniziativa benefica di Renzo, tante ne aveva fatte.
Il suo ultimo messaggio è stato di speranza: “un vogliamoci bene” non retorico, un arrivederci a presto. Giovedì scorso speravo di incontrarlo da Roberto Poletti ad Antenna 3, ma ho appreso che le sue condizioni si erano aggravate e non avrebbe potuto intervenire.

Renzo era molto affezionato a Millecanali ed era orgoglioso della mia presenza alla presentazione del suo libro. Il mio pensiero va alla moglie Wally, alla figlia Roberta, alle quali siamo vicini. La storia della Televisione italiana sarebbe stata diversa senza Renzo Villa, che prima di Antenna 3 aveva fondato nel 1975 Telealtomilanese.

Grazie ancora, Renzo, per quello che hai fatto per tutti noi che ci occupiamo di Televisione, per il tuo pubblico, per la tua gente. Me lo immagino accanto ad Enzo Tortora, ad Enzo Gatta, a Gianni Magni e agli altri pionieri di Antenna 3 che ci hanno lasciato.
Ciao, Renzo, non ti dimenticheremo.

l funerali si tengono domani, 18 dicembre, alle 10.00 nella chiesa di S. Pietro e Paolo, via Giuseppe Bolchini 5, a Masnago - Varese.

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