E sono 35!

Editoriale del mese: novembre 2009 –

Su ogni pagina di questo numero trovate la coccarda che ricorda l’anniversario dei nostri 35 anni, che cade “in buona misura” proprio a novembre. Diciamo “in buona misura” perché in realtà in quel novembre 1974 che vide la nascita di questa nostra “gloriosa” (bando alle modestie, per una volta) rivista uscì solo il mitico ‘numero 0’ di Millecanali, anzi ‘Millecanali Tv’ all’epoca, con l’altrettanto mitica copertina con il fumetto e il telespettatore in poltrona che sentenziava orgoglioso: “In ca…

Su ogni pagina di questo numero trovate la coccarda che ricorda l'anniversario dei nostri 35 anni, che cade “in buona misura” proprio a novembre. Diciamo “in buona misura” perché in realtà in quel novembre 1974 che vide la nascita di questa nostra “gloriosa” (bando alle modestie, per una volta) rivista uscì solo il mitico 'numero 0' di Millecanali, anzi 'Millecanali Tv' all'epoca, con l'altrettanto mitica copertina con il fumetto e il telespettatore in poltrona che sentenziava orgoglioso: “In casa mia ricevo chi voglio”. Era uno slogan un po' “eversivo” per quegli anni ma segnava una battaglia di libertà che si stava rafforzando di giorno in giorno e che trovò subito in questa rivista un punto di riferimento ideale e pratico, al servizio di tutto quel mondo di 'pionieri' delle Radio e Televisioni private che si stava costituendo.

Non rievocheremo comunque più di tanto, questo mese, quegli avvenimenti di 35 anni fa - già oggetto di nostre pregiate pubblicazioni negli anni scorsi - ma ne parliamo solo per ricordare ai lettori un 'compleanno' di cui siamo orgogliosi, per giustificare la coccarda di cui sopra e per annunciare che a gennaio torneremo più attentamente sul tema, perché nel gennaio 1975 uscì poi realmente il 'numero 1' di Millecanali, dopo quella “prova generale” con il numero 0 del novembre 1974 che ebbe un esito tanto felice.


L'attualità radiotelevisiva offre molti motivi di riflessione in queste settimane, soprattutto per i continui colpi di scena nella lotta senza quartiere fra Mediaset e Rai da una parte e Sky dall'altra, con Telecom Italia Media nella consueta scomoda posizione di “modesto terzo incomodo”.

Diciamo che questi sono, grosso modo, gli schieramenti, anche se non si capisce perché la Rai debba considerare proprio concorrente solo Sky di Murdoch, gruppo con il quale ha ingaggiato una battaglia degna davvero di miglior causa (perché, ad esempio, criptare su Sky anche programmi che nulla hanno a che fare con la famosa questione dei “diritti europei”?).

Non insisteremo più di tanto su questo tema perché abbiamo già avuto modo in più occasioni di deprecare la scelta della Rai, che - lo ripetiamo ancora - appare originata da pure ragioni politiche, prive di serie basi economiche (e parleranno i bilanci in proposito, fra poco). Inoltre, le tre reti generaliste di servizio pubblico dovrebbero, a rigor di logica e per la loro stessa natura, essere diffuse in chiaro su qualunque tipo di piattaforma e non “messe in mezzo” in una trattativa con una singola piattaforma (trattativa che in realtà non c'è poi mai stata).

La vicenda della chiavetta di Sky, che sembra quasi uno sberleffo alla Rai del gruppo di Murdoch, e soprattutto quella dell'ingresso del gruppo pay nel digitale terrestre con il canale Cielo (traduzione di Sky, non a caso) prefigurano nuovi forti sviluppi, anche perché si sta man mano concretizzando una clamorosa alleanza fra il Gruppo L'Espresso (che finora nel campo della Tv aveva raccolto solo briciole e 'modeste figure') e lo stesso gruppo Murdoch.

A preoccupare Sky, più che la Rai e forse anche la stessa Mediaset (che pure ha in serbo alcune sorprese a livello di piattaforme tecnologiche), per non parlare di TivùSat (la cui esistenza è comunque positiva in funzione antimonopolistica), può invece essere un assoluto outsider (salvo sorprese di tipo diverso) come Marco Crispino di Conto Tv, che ha guastato i giochi nel fondamentale campo sportivo, rimettendo in forse l'assegnazione dei diritti satellitari, che la Lega Calcio aveva concluso molto in breve e con fin troppa perizia.

Crispino è un simpatico guascone che ci ricorda un po' Francesco Di Stefano di Europa 7: entrambi hanno un aspetto “ruspante” che nasconde la loro tenacia e la loro grande determinazione e si sono impegnati a fondo sul fondamentale aspetto della battaglia legale.

Non bisogna sottovalutarli, perché i risultati per loro alla fine magari arrivano e anche i colossi, a quel punto, devono fare buon viso a cattivo gioco.

Pubblica i tuoi commenti