Ecco come sarà la nuova Rai

Vediamo come cambierà la Tv pubblica sulla base del piano di riorganizzazione voluto da Cattaneo e dalla maggioranza del Cda. Il superamento delle Divisioni e l’accentramento della gestione nelle mani del direttore generale.

Spariscono le divisioni create anni fa sotto la gestione di Pierluigi Celli. La Rai, con il piano di riorganizzazione approvato nei giorni scorsi dal Cda su proposta del direttore generale Flavio Cattaneo, torna in qualche modo all'antico. Diverse, tuttavia, sono le opinioni sulle conseguenze sul piano pratico: secondo il direttore generale Cattaneo, le reti e le strutture produttive torneranno ad essere centrali, secondo altre interpretazioni, in realtà, proprio il direttore generale sarà una specie di "re della Rai" e accentrerà nelle sue mani molti poteri, creando 'a latere' un piccolo gruppetto manageriale che a lui farà stretto riferimento.

Ma ecco cosa cambierà nella sostanza. La Rai sarà divisa in due grandi aree principali: l'area editoriale (tv, radio e nuovi media-digitale terrestre) e l'area di staff; vi saranno poi nove nuove direzioni. Il tutto, appunto, alle dirette dipendenze della direzione generale.

Le nuove direzioni in questione sono: Palinsesto Tv e Marketing; Acquisti e Servizi; Risorse umane e Organizzazione; Finanza e Pianificazione; Comunicazione, Relazioni esterne e istituzionali; Coordinamento sedi regionali; Sviluppo e coordinamento commerciale; Strategie tecnologiche, Affari legali e societari. La direzione Palinsesto Tv e Marketing rientrerà altresì nell'area editoriale tv; le altre direzioni nell'area di staff.

L'area editoriale tv si propone quale struttura in grado di ridare centralità alle reti mediante il superamento delle divisioni; altri obiettivi sono: rafforzare le capacità di innovazione e sviluppo dell'offerta; liberare le reti da attività accessorie non editoriali; garantire un adeguato presidio degli obiettivi editoriali regionali e internazionali; preservare l'assetto delle testate.

L'area di staff si propone invece di garantire una maggiore efficienza gestionale e un presidio economico e operativo, aumentando lo stimolo per sviluppare nuove fonti di ricavo e identificando un unico responsabile del coordinamento dello sviluppo dei ricavi commerciali del gruppo. Infine, altri compiti sono: coordinare la comunicazione con l'esterno, restituire efficacia operativa alle sedi regionali e valorizzare le risorse umane interne.

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