Europa 7 ha le frequenze!

Il ministero dello Sviluppo Economico e Comunicazioni ha consegnato a Europa 7 il provvedimento che le assegna le frequenze sul canale 8 VHF (vedi l’ampio articolo apparso su Millecanali novembre). Si chiude così un’annosa vicenda, fonte di interminabili polemiche.

Secondo l'agenzia Reuters, «Europa 7 potrà quindi trasmettere su scala nazionale in tecnica analogica o digitale.

"L'emittente assegnataria dovrà attivare gli impianti a partire dal primo luglio 2009 e non oltre il 30 giugno 2011" - spiega una nota del ministero.

Si chiude quindi dopo circa 10 anni la vertenza dell'emittente fondata da Francesco Di Stefano. Europa 7, infatti, pur avendo ottenuto nel 1998 una concessione televisiva, non ha mai potuto trasmettere perché le frequenze necessarie sono sempre state utilizzate da Rete 4, la terza rete del gruppo Mediaset, controllata tramite Fininvest dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi».

Ci permettiamo per la verità, come i nostri lettori ben sanno, di dissentire da quest'ultima affermazione dell'agenzia, che non è esatta, perché instaura un automatismo inesistente fra le frequenze di Rete 4 (che è stata definitivamente 'salvata' dalla Legge Gasparri) e quelle possibili di Europa 7, tanto che ora Rete 4 resterà sulle sue frequenze. Ma non torneremo certo su queste polemiche a 'soluzione miracolosamente trovata'.

Vediamo invece cosa ha scritto l'agenzia Asca:

«La Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni ha consegnato ai rappresentanti della società Centro Europa 7 il provvedimento con cui si consente all'emittente da questa gestita l'esercizio del canale 8 VHF per l'attività di radiodiffusione televisiva nazionale, da utilizzare in tecnologia analogica e/o digitale, secondo la tecnica della SFN (Single Frequency Network) e nel rispetto di una serie di condizioni già previste per gli attuali concessionari nazionali. Lo afferma una nota del Ministero.

Il provvedimento, disposto in esecuzione della sentenza del T.A.R. del Lazio n. 9325/04, confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 2624/08, è stato emanato dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 21 novembre scorso del decreto contenente il nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, nell'ambito del quale, in esecuzione delle risultanze della Conferenza internazionale di Ginevra del giugno 2006, è stato definitivamente introdotto per la radiodiffusione televisiva l'obbligo della canalizzazione europea, da attuarsi entro il 30 giugno 2009.

Una nuova canalizzazione oltre che obbligatoria, è bene sottolineare, comunque già operante nelle diverse fasi di digitalizzazione delle aree tecniche previste dal decreto ministeriale del 10 settembre scorso, recante il calendario dello switch off digitale».

Ora a Francesco Di Stefano l'onere e l'onore di dimostrare le sue effettive qualità di editore televisivo.

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