Europei di calcio a rischio TvO

L’evento calcistico più atteso del prossimo anno potrebbe rischiare di non passare sui teleschermi italiani. All’origine della situazione un contrasto Rai-Ebu. Ma Viale Mazzini tranquillizza…

La Rai sarebbe stata duramente criticata dai principali rappresentanti dell'Ebu (l'Unione delle tv pubbliche europee), riuniti informalmente a Venezia nei giorni scorsi, per non aver ancora onorato il contratto sui diritti televisivi per gli europei di calcio del 2004 e, secondo alcune "allarmanti" notizie d'agenzia, sarebbe stata addirittura minacciata di espulsione dall'organizzazione.

La presidente Rai, Lucia Annunziata in proposito ha riferito che porterà la questione al prossimo Cda. "La presenza Rai in Europa - ha detto l'Annunziata - dovrebbe essere una priorità del Paese". Dal canto suo la stessa Rai, in un comunicato, ha risposto che "non c'è nessun rischio per gli Europei di calcio del 2004".

Non ci sarebbe pertanto alcun pericolo - così commenta la nota di Viale Mazzini - "per la trasmissione delle 31 partite dei prossimi Europei di Calcio", che però "costeranno oltre 2 milioni di euro ciascuna e che potrebbero vedere l'Italia protagonista di 6 incontri al massimo, per i quali ci potrebbero essere ritorni pubblicitari significativi, ma non tali da coprire la spesa".

In ultima sede il presidente della Rai, all'Ansa, ha aggiunto che "non si capisce perché la reputazione della Rai e la sua presenza nell'organizzazione europea dell'Ebu deve essere un problema che sta a cuore solo al presidente e non al resto dell'azienda".

Toni accesi, dunque, e un evidente nuovo duro contrasto fra la Annunziata e il direttore generale Flavio Cattaneo.

Ma vediamo come ricostruisce l'intera vicenda la nota Rai in questione, evidentemente "ispirata" dal direttore generale:

"In riferimento a notizie di agenzia sul pagamento da parte della Rai dei diritti per gli Europei di Calcio del 2004, è necessario precisare prima di tutto che le perplessità sul costo eccessivo erano già state manifestate da alcuni consiglieri e dalle strutture aziendali al momento dell'accordo. La spesa andava infatti ad incidere negativamente sui bilanci futuri e non poteva essere compensata da altri rientri.

Sulla base di queste valutazioni il successivo CdA (presieduto da Antonio Baldassarre) all'unanimità aveva chiesto all'EBU, su proposta dell'allora Direttore Generale Agostino Saccà, la rinegoziazione dei diritti, giudicando la cifra troppo alta e fuori mercato. E questa decisione della Rai era stata condivisa dalle altre grandi tv europee nel vertice dello scorso anno a Napoli.

A fronte di difficoltà nel riaprire la trattativa con esiti soddisfacenti, l'attuale Direttore Generale Flavio Cattaneo ha proposto all'EBU di legare ai diritti del 2004 la negoziazione di quelli degli Europei del 2008. Questa posizione, espressa nell'incontro informale di Venezia tra le maggiori tv pubbliche europee, non ha registrato posizioni diverse o controindicazioni. Nella riunione, non ci sono stati toni accesi e non c'è alcuna ipotesi di uscita della Rai dall'Ebu, anche perché tutti sanno che la Rai ha sempre onorato i suoi impegni e che si è sempre battuta per far avere all'organismo europeo tutto il supporto necessario dai vari Paesi che ne fanno parte, anche in fase di trattative".

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