Festeggiamo RadioRai ma non facciamole… la festa!

Pubblichiamo di seguito un interessante documento del Coordinamento dei lavoratori di RadioRai, non a caso divulgato in coincidenza con i festeggiamenti per gli 80 anni della Radio in Italia.

"L'ottantesimo anniversario delle trasmissioni via etere in Italia è una ricorrenza storica. Ma più che festeggiare, sarebbe il caso di ripensare al ruolo di RadioRai e di impegnarsi perché la radio pubblica sia all'altezza delle sfide di oggi e di domani.

RadioRai, per fortuna, non è la radio di ieri. Non è l'Uri, la radio di stato del regime fascista che appunto cominciò a trasmettere ottant'anni fa. La Rai è nata dopo la liberazione, è l'emittente di servizio pubblico di un Paese democratico e dovrebbe sempre tenere presente l'alto compito che si è assunta nella rigorosa applicazione dei principi di correttezza, di pluralismo e della qualità della programmazione.

RadioRai, però, non è nemmeno la radio di oggi.

Perché è in controtendenza con il settore che oggi si dimostra effervescente e in costante crescita, non è insomma quella radio che cattura ascolti, che attira gli investimenti pubblicitari, che rafforza il segnale e che rinnova le tecnologie.

RadioRai, purtroppo, rischia di non essere nemmeno la radio di domani. L'azienda, infatti, continua a privilegiare la televisione e a disinteressarsi della radio. Sarebbe invece giusto elaborare un dettagliato piano industriale che investa strategicamente nella radiofonia, cercando di recuperare il ritardo accumulato e di scommettere sul futuro del servizio pubblico. Il settore è al centro dell'interesse di vecchi e nuovi soggetti, economicamente e politicamente forti, una concorrenza che potrebbe risolversi in un rapido e inglorioso ridimensionamento di RadioRai.

Il Coordinamento dei lavoratori di RadioRai denuncia ancora una volta i ritardi e i silenzi dell'azienda sulla radio e appoggia lo sciopero dei giornalisti (vedi oltre; Ndr.).

La situazione della Radio pubblica resta critica: al forte calo di ascolti registrato negli ultimi anni non è seguito nessun intervento serio per rilanciare i canali radiofonici, né una strategia di consolidamento della ricezione. Anzi, l'improvvisa riduzione del segnale in onde medie (che sarà solo in parte recuperato) ha disorientato molti fedeli ascoltatori. Meno ascolto e meno qualità: anche RadioUno, il canale dedicato all'informazione, è in sofferenza, tanto che la redazione del Gr ha proclamato uno sciopero previsto per il 17 ottobre. Il Coordinamento esprime pieno sostegno allo sciopero dei giornalisti e chiede all'Azienda un piano industriale che illustri il rilancio della radiofonia su basi concrete, le cifre e la destinazione degli investimenti, le fasi e le scadenze da rispettare.

Chiediamo un'inversione di tendenza e il recupero di un grande patrimonio: di esperienza, di professionalità, di idee. Chiediamo il pieno rispetto delle regole in materia di organici e di organizzazione interna, dei ruoli, delle competenze acquisite, dei curricula professionali, delle graduatorie. Riteniamo inoltre irrinunciabile un esplicito impegno della Direzione Generale e dei direttori di testata e di rete a dialogare con il sindacato e con le associazioni che rappresentano i lavoratori della radio, sui temi connessi alla qualità del prodotto.

Tutto questo perché la nostra radio sappia dimostrarsi all'altezza di quello che i cittadini le chiedono. Una società evoluta e matura nei suoi percorsi di democrazia non può fare a meno di una buona radio di servizio pubblico".

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