Film Commission in Sardegna: polemiche e denuncie

L’aggiudicazione della gestione della “Film Commission Sardegna” alla Arte Video di Marco Benoni ha scatenato molte polemiche nell’isola e una serie di accuse di conflitti d’interesse.

Sembra scritto nel destino: ogni cosa che viene fatta in Sardegna deve per forza avere una coda di polemiche e di denuncie, altrimenti non c'è gusto a farla. È questo il caso della gara per l'aggiudicazione della "Film Commission Sardegna" voluta dalla giunta Soru (ed il cui compito sarebbe quello di attirare nell'isola le produzioni cinematografiche e televisive) e vinta dalla Arte Video di Marco Benoni (fratello di Sergio, proprietario di Radio X) nel dicembre scorso.

Da una parte abbiamo dunque il vincitore della gara e dall'altra invece le altre società concorrenti che contestano un conflitto di interessi. Ad aggravare la situazione ci si é messo anche il sito internet di informazione cinematografica Cinemecum (edito dall'associazione culturale Cagliari in corto), che ha pubblicato on line un'intervista al consigliere regionale del Ps d'Az. (Partito Sardo d'Azione) Giuseppe Atzeri nel quale lo stesso onorevole ricorda che a gennaio aveva rivolto alla giunta regionale un'interpellanza con la quale chiedeva l'annullamento della gara della "Film Commision Sardegna" e la revoca dell'assegnazione alla società Arte Video.

Marco Benoni non si è certo fatto pregare e prontamente ha convocato una conferenza stampa nella quale ha chiarito la sua posizione e di aver dato mandato ai suoi legali di procedere nei confronti del sito Cinemecum per diffamazione. "Sul nostro conto - ha riferito Benoni - sono state fatte gravissime affermazioni e ora qualcuno dovrà risponderne. Intanto abbiamo vinto un bando assolutamente regolare la cui procedura di aggiudicazione è assolutamente trasparente. E inoltre lo stesso bando riguarda la fornitura di servizi e non la gestione della Film Commission, come invece è stato più volte detto e scritto da chi ci ha diffamato".

Alla conferenza stampa però hanno risposto anche le altre ditte partecipanti alla gara che trovano assurdo che una società che si occupa di produzioni cinematografiche debba contemporaneamente occuparsi, ad esempio, del monitoraggio economico di una produzione che "gira" in Sardegna o dell'ufficio stampa.

Luca Melis della Karel Produzioni ha dichiarato: "Non discuto la regolarità dell'appalto ma è chiaro che stando così le cose, rivolgendomi alla Film Commission per un servizio finirei inevitabilmente per avvisare Arte Video cioè un nostro concorrente, dei dettagli della mia attività e delle strategie della mia impresa. E tutto questo è inaccettabile".

Anche Enrica Anedda dell'associazione Cagliari in corto è dello stesso avviso: "La legge sul cinema recentemente approvata pone principi molto precisi sull'assegnazione ai privati dei servizi della Film Commision e dice espressamente che quell'organismo deve essere gestito da un direttore che non abbia conflitti d'interesse

Pierpaolo Podda

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Film Commission in Sardegna: polemiche e denuncie

L’aggiudicazione della gestione della “Film Commission Sardegna” alla Arte Video di Marco Benoni ha scatenato molte polemiche nell’isola e una serie di accuse di conflitti d’interesse.

Sembra scritto nel destino: ogni cosa che viene fatta in Sardegna deve per forza avere una coda di polemiche e di denuncie, altrimenti non c'è gusto a farla. È questo il caso della gara per l'aggiudicazione della "Film Commission Sardegna" voluta dalla giunta Soru (ed il cui compito sarebbe quello di attirare nell'isola le produzioni cinematografiche e televisive) e vinta dalla Arte Video di Marco Benoni (fratello di Sergio, proprietario di Radio X) nel dicembre scorso.

Da una parte abbiamo dunque il vincitore della gara e dall'altra invece le altre società concorrenti che contestano un conflitto di interessi. Ad aggravare la situazione ci si é messo anche il sito internet di informazione cinematografica Cinemecum (edito dall'associazione culturale Cagliari in corto), che ha pubblicato on line un'intervista al consigliere regionale del Ps d'Az. (Partito Sardo d'Azione) Giuseppe Atzeri nel quale lo stesso onorevole ricorda che a gennaio aveva rivolto alla giunta regionale un'interpellanza con la quale chiedeva l'annullamento della gara della "Film Commision Sardegna" e la revoca dell'assegnazione alla società Arte Video.

Marco Benoni non si è certo fatto pregare e prontamente ha convocato una conferenza stampa nella quale ha chiarito la sua posizione e di aver dato mandato ai suoi legali di procedere nei confronti del sito Cinemecum per diffamazione. "Sul nostro conto - ha riferito Benoni - sono state fatte gravissime affermazioni e ora qualcuno dovrà risponderne. Intanto abbiamo vinto un bando assolutamente regolare la cui procedura di aggiudicazione è assolutamente trasparente. E inoltre lo stesso bando riguarda la fornitura di servizi e non la gestione della Film Commission, come invece è stato più volte detto e scritto da chi ci ha diffamato".

Alla conferenza stampa però hanno risposto anche le altre ditte partecipanti alla gara che trovano assurdo che una società che si occupa di produzioni cinematografiche debba contemporaneamente occuparsi, ad esempio, del monitoraggio economico di una produzione che "gira" in Sardegna o dell'ufficio stampa.

Luca Melis della Karel Produzioni ha dichiarato: "Non discuto la regolarità dell'appalto ma è chiaro che stando così le cose, rivolgendomi alla Film Commission per un servizio finirei inevitabilmente per avvisare Arte Video cioè un nostro concorrente, dei dettagli della mia attività e delle strategie della mia impresa. E tutto questo è inaccettabile".

Anche Enrica Anedda dell'associazione Cagliari in corto è dello stesso avviso: "La legge sul cinema recentemente approvata pone principi molto precisi sull'assegnazione ai privati dei servizi della Film Commision e dice espressamente che quell'organismo deve essere gestito da un direttore che non abbia conflitti d'interesse

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