Finalmente alcuni arresti per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

L’esplosione in cui ha perso la vita qualche settimana fa, sulla sua auto, la straordinaria giornalista d’inchiesta maltese Daphne Caruana Galizia ha colpito molto tante persone, e non solo nel nostro ambiente giornalistico, oltre ad aver aperto uno squarcio su una realtà in (pessima) evoluzione come quella dell’isola di Malta, dove si sta riversando troppo denaro, con il progressivo affermarsi di clan e gruppi criminali di varie parti del mondo, spesso legati, o peggio intrecciati, con gli ambienti politici locali.

La collega Daphne ha pagato con la vita la sua libertà, la sua grande bravura professionale, il suo non guardare in faccia a nessuno, facendo onore a un mestiere che non di rado (anche a Malta) non gode di buona fama. La ferocia della sua ‘esecuzione’, mediante lo scoppio che ha ‘distrutto’ lei e la sua auto (con modalità che ci ricordano quasi, per certi versi, la morte di Falcone), dimostra la determinazione di chi la temeva tanto, anche se era armata solo della sua capacità di capire fatti e situazioni e di scriverne da persona libera. Chi aveva tanto da nascondere ne ha ordinato la morte e si spera che ora si riescano a individuare almeno alcuni dei colpevoli, mentre sembra molto più dura risalire ai mandanti. Il rischio è che si possa finire con l’incolpare solo alcuni ‘facili colpevoli’, come accade in molti Paesi dove la verità (quella completa) è troppo scomoda per venire fuori davvero e il pensiero corre alle indagini così ‘complicate’ sull’uccisione, qualche anno fa, di un’altra grande donna, ancora una giornalista, la russa Anna Politkovskaja.

 

Ma torniamo alle ultime novità e vediamo cosa ha scritto in proposito ‘Il Fatto Quotidiano’:

 

“Un mese e mezzo dopo l’esplosione arriva una svolta nelle indagini sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. A Malta, infatti, sono state arrestate dieci persone accusate di aver organizzato ed eseguito l’attentato del 16 ottobre scorso. L’annuncio degli arresti è arrivato dal primo ministro Joseph Muscat, che in un primo momento aveva parlato di otto persone fermate. Poi il premier ha aggiornato il numero degli arresti con un tweet: in totale sarebbero dieci, quindi, le persone ritenute colpevoli dell’omicidio della giornalista, rimasta uccisa nell’esplosione della sua Peugeot 108, trasformata in autobomba.

Le forze dell’ordine erano già da tempo sulle loro tracce. Tutti i fermati sono di nazionalità maltese, già noti alle forze dell’ordine, e sono stati fermati questa mattina in diverse aree dell’isola, tra cui Marsa, Zebbug e Bugibba. La polizia ha ora 48 ore per interrogare i sospetti e decidere se procedere legalmente contro di loro…

Le indagini sull’omicidio della giornalista vanno avanti in un clima tesissimo. L’inchiesta - come spiega il Times of Malta - è affidata al magistrato Anthony Vella, subentrato alla collega Consuelo Scerri Herrera, che si era astenuta dalle indagini su espressa richiesta della famiglia. Scerri Herrera, infatti, era citata in alcuni articoli di Caruana Galizia alla quale aveva fatto causa. La famiglia della cronista ha anche depositato una richiesta per chiedere la rimozione del vice commissario Silvio Valletta dal coordinamento delle indagini. Il motivo? È sposato con il ministro Justine Caruana.

La cronista, 53 anni, aveva indagato sul coinvolgimento di personalità maltesi nei cosiddetti Panama Papers (MaltaFiles), un’inchiesta internazionale indipendente secondo la quale “lo Stato nel Mediterraneo fa da base pirata per l’evasione fiscale in Ue”.

Nel 2016 da quei documenti era spuntato il nome della moglie del premier laburista maltese, Joseph Muscat, che ha sempre respinto ogni accusa. La donna avrebbe avuto delle proprietà nei paradisi off-shore, a Panama. La vicenda ha portato a elezioni anticipate sull’isola, vinte da Muscat lo scorso giugno.

Galizia, considerata la migliore giornalista d’inchiesta del Paese, aveva inoltre accusato il governo di centrosinistra dell’isola di corruzione ed era stata denominata “una donna Wikileaks” da 'Politico', che l'aveva inserita tra le 28 personalità che 'stanno agitando l'Europa'".

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