Fusione Stream e Tele+: decisione rimandata

L’Antitrust (ovvero l’Authority con a capo Giuseppe Tesauro) non si è ancora pronunciata sulla prevista fusione tra Stream e Tele+ e tutto è rimandato alla fine del prossimo mese.

L'Autorità Antitrust - competente sulla questione dopo che sembra essere stata esclusa in materia una valutazione vincolante degli organi comunitari europei - ha ora aperto un'istruttoria sulla fusione fra i due gruppi di Tv a pagamento italiani; in una nota l'avvio della procedura giuridica viene motivata con la considerazione che una pay-tv unica potrebbe guadagnare "una posizione di sostanziale monopolio" in Italia e potrebbe essere libera di imporre prezzi crescenti ai consumatori.

L'Autorità valuterà inoltre l'impatto della possibile fusione anche sui mercati dei diritti sportivi e cinematografici.

In sintesi, per l'Authority di Tesauro non sono stati ancora fugati i dubbi di monopolio legati alla presenza di un'unica pay-tv, presenza che ovviamente obbligherebbe i consumatori ad aderire a un'unica piattaforma digitale e si ripercuoterebbe naturalmente su tutto il mercato.

Altro settore da valutare attentamente è quello dei servizi di televisione digitale interattiva, dove pure l'operazione potrebbe limitare la concorrenza.

L'indagine dell'Antitrust si chiuderà comunque entro 45 giorni. Facendo le pulci, la "posizione di privilegio" nella vicenda andrebbe ai francesi di Canal Plus, proprietari di Tele+ e soci di maggioranza della futura emittente unitaria: nella nuova pay-tv, i francesi avrebbero il 75% delle azioni, e la NewsCorp. di Murdoch, almeno per ora, solo il 25%.

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