Galliani mette al bando la RaiO

Dopo le polemiche coi moviolisti per il rigore fischiato a suo tempo contro l’Empoli, sembra che Galliani abbia vietato ai giocatori rossoneri di partecipare ai programmi della tv di Stato per i prossimi tre anni.

L'amministratore delegato del Milan avrebbe vietato ai giocatori del Milan, secondo le notizie diffuse in questi giorni (in particolare su repubblica.it e su 'Il Giornale'), di presenziare alle trasmissioni sportive della Rai adirittura per i prossimi tre anni. L'embargo sarebbe stato deciso dopo le polemiche successive al rigore assegnato alla squadra rossonera contro l'Empoli sabato 10 aprile.

Galliani sarebbe andato su tutte le furie quando alcuni moviolisti avevano criticato la decisione di Paparesta, sostendendo che non ci fosse stato contatto tra Balli e Tomasson. Il milanesissimo amministratore avrebbe così paragonato i giornalisti occupati ad analizzare le scelte arbitrali a "fucilieri del Bengala" che penserebbero solo a denunciare i favori al Milan.

L'indiziato numero uno sarebbe l'ex arbitro Longhi, moviolista a 'Novantesimo minuto'. Galliani non avrebbe digerito le sue critiche, perché Longhi partecipa, come rappresentante della Lega, a riunioni sulla sicurezza negli stadi al Viminale. Unica accortezza: non violare il contratto tra la Lega e la Rai che prevede l'obbligo di concedere i giocatori per le interviste al termine delle partite. L'embargo sarebbe scattato a partire dal 19 aprile.

L'ufficio stampa del Milan, da noi interrogato direttamente sulla questione, ci ha risposto che "sarebbe meglio far passare la cosa in secondo piano, domenica c'è la partita ed è meglio parlare di quella". Sarà, ma a noi interessa anche questa (non piccola) questione...

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