Gran fermento fra gli istituti di ricerca

Sono state fondamentalmente due le grosse novità che hanno caratterizzato nei giorni scorsi il “ricco” settore degli istituti di ricerca e che hanno coinvolto Demoskopea e il famoso Ispo di Mannheimer.

Sono state fondamentalmente due le grosse novità che hanno caratterizzato nei giorni scorsi il "ricco" settore degli istituti di ricerca. La prima ha coinvolto Paolo Fregosi, un passato tra Nielsen e Directa, che dopo una parentesi nel settore dei "cacciatori di teste", esperienza da lui stesso giudicata "divertente e stimolante", è rientrato in Demoskopea con il ruolo di amministratore delegato.

A volere il suo ritorno nel campo degli istituti d'indagine è stato Anacleto Cepelli, presidente di Ricerca (società che svolge ricerche nel campo del business-to-business e si affianca alla Demoskopea, nell'ambito dello stesso gruppo); Cepelli è anche il nuovo proprietario della stessa Demoskopea, dopo averne acquisito di recente il 100% dalla tedesca Inra.

La seconda novità, ancor più gustosa, si riferisce all'Ispo, l'istituto per gli studi sulla pubblica opinione diretto dal "volto noto" Renato Mannheimer, che è stato inglobato all'interno del gruppo Allaxia, società di consulenza, allo scopo di consolidare la divisione Market Research di Allaxia.

Secondo quanto comunicato in una nota, Ispo è confluita in Allaxia al 100%. La transazione è stata condotta da WIP SA, la holding finanziaria belga presente in Italia tramite le stessa Allaxia e Alter Ego Communication.

Parte del valore dell'operazione è stato corrisposto in azioni di WIP SA e Allaxia. Renato Mannheimer e Paolo Sari, già socio ISPO e fondatore nel 1975 di C.R.A. ("Consulenti e Ricercatori Associati", diventata parte di ACNielsen nel 1989), entrano, in questo modo, nella compagine azionaria del gruppo.

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