I commenti sulle nuove norme sulla Tv

La legge riguardante il rispetto di alcune procedure comunitarie e contenente anche (contestate) norme in materia radiotelevisiva è stata approvata definitivamente nei giorni scorsi. Ecco alcune interessanti valutazioni in merito.

Vediamo prima di tutto le "preoccupazioni" espresse dalla Frt:

«Nella seduta di mercoledì 4 giugno il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto n. 59, riguardante obblighi di rispetto di alcune procedure comunitarie e contenente, tra le altre, norme in materia radiotelevisiva di cui "FRT Radio & Tv Notizie" ha già dato ampia notizia (n. 20 e 21/08). Entrerà quindi in vigore a breve (dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) una disposizione che nei fatti rischia di stravolgere il sistema di abilitazioni all'esercizio dell'attività che ha disciplinato oltre 30 anni di attività radiotelevisiva in Italia (a suo tempo concessione per l'analogico e licenza per l'operatore di rete digitale).

In luogo della licenza attualmente prevista, rilasciabile e chi sta già trasmettendo, con il digitale l'attività di operatore di rete sarà esercitabile da chiunque attraverso un'autorizzazione generale facilmente ottenibile con una semplice denuncia di inizio attività. Se non si riuscirà a porre un freno alla situazione anche attraverso interpretazioni della normativa o prevedendo le deroghe richieste dalle Tv locali FRT per l'ambito locale, il rischio è quello di una pesante alterazione dei già difficili equilibri che hanno sin qui governato il complicato sistema radiotelevisivo. Un ampliamento incontrollato del numero degli operatori televisivi locali avrebbe infatti conseguenze esiziali per un settore già ampiamente marginalizzato e polverizzato (sono 581 le attuali emittenti). E ciò soprattutto in vista di una trasformazione alla nuova tecnologia digitale che si annuncia particolarmente onerosa e delicata».

L'associazione Aeranti-Corallo ha invece pubblicato un utile riepilogo delle novità legislative introdotte dal provvedimento in oggetto. Eccolo:

«Il provvedimento contiene alcune norme di interesse del settore radiotelevisivo. Eccone il testo integrale, corredato da un breve commento esplicativo:

(Modifiche all'articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e all'articolo 25, comma 12, della legge 3 maggio 2004, n. 112. Parere motivato nell'ambito della procedura di infrazione 2005/50/86). - 1. L'articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, è sostituito dal seguente:

«1. Fatti salvi i criteri e le procedure specifici per la concessione dei diritti di uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva, previsti dal codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, in considerazione degli obiettivi di tutela del pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale, la disciplina per l'attività di operatore di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale si conforma ai princìpi della direttiva 2002/77/CE della Commissione del 16 settembre 2002 e della direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo 2002. Tale attività è soggetta al regime dell'autorizzazione generale, ai sensi dell'articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259».

(Gli operatori di rete in tecnica digitale su frequenze terrestri non sono più soggetti al regime della licenza individuale, ma a quello della autorizzazione generale).

2. Le licenze individuali già rilasciate ai sensi della deliberazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 435/01/CONS, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono convertite, su iniziativa del Ministero dello sviluppo economico, nel rispetto delle disposizioni del presente articolo e di quelle comunitarie. È abrogato l'articolo 25, comma 12, della legge 3 maggio 2004, n. 112.

(Viene abrogata la norma della "legge Gasparri" che prevedeva l'applicabilità del regime della licenza individuale per l'attività di operatore di rete sino alla conversione definitiva delle trasmissioni in tecnica digitale).

3. Fermo restando quanto stabilito dalla vigente normativa in materia di radiodiffusione televisiva, il trasferimento di frequenze tra due soggetti titolari di autorizzazione generale avviene nel rispetto dell'articolo 14 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni.

(L'art. 14 del Codice delle comunicazioni elettroniche prevede, tra l'altro, che i diritti di uso delle frequenze possano essere trasferiti su base commerciale dagli operatori che ne hanno legittima disponibilità ad altri operatori già autorizzati a fornire una rete con analoga tecnologia. L'intenzione di trasferire i diritti di uso delle frequenze deve essere notificata al Ministero e all'Agcom e il trasferimento è efficace previo assenso del Ministero ed è reso pubblico. Il Ministero, sentita l'Agcom, comunica entro novanta giorni dalla notifica della relativa istanza da parte dell'impresa cedente, il nullaosta alla cessione dei diritti ovvero i motivi che ne giustificano il diniego. Il Ministero, all'esito della verifica, svolta dall'Agcom, sentita l'Autorità Antitrust, che la concorrenza non sia falsata in conseguenza dei trasferimenti dei diritti d'uso, può apporre all'autorizzazione, se necessario, le specifiche condizioni proposte).

4. Nel corso della progressiva attuazione del piano di assegnazione delle frequenze televisive in tecnica digitale terrestre, nel rispetto del relativo programma di attuazione di cui all'articolo 42, comma 11, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, i diritti di uso delle frequenze per l'esercizio delle reti televisive digitali saranno assegnati, in base alle procedure definite dall'Autorità nella delibera n. 603/07/CONS e sue successive modificazioni e integrazioni, nel rispetto dei princìpi stabiliti dal diritto comunitario, basate su criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori.

(L'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze per l'esercizio delle reti televisive digitali avverrà in tutte le aree progressivamente interessate dalla digitalizzazione in base alle procedure definite dalla Agcom nella delibera n. 603/07/CONS recante i criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive della Regione Sardegna).

5. Al fine di rispettare la previsione dell'articolo 2-bis, comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni, e di dare attuazione al piano di assegnazione delle frequenze, con decreto del ministro dello sviluppo economico non avente natura regolamentare, d'intesa con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è definito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un calendario per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale terrestre con l'indicazione delle aree territoriali interessate e delle rispettive scadenze.

(Il Ministero delle sviluppo economico, nell'ambito del quale opera il Sottosegretario alle comunicazioni, d'intesa con l'Agcom, fissa entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge un calendario per il progressivo passaggio definitivo alla trasmissioni televisive terrestri in tecnica digitale, identificando anche le c.d. "aree all digital" e le rispettive scadenze)».

Pubblica i tuoi commenti