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I compensi nei titoli di coda dei programmi Rai

La Vigilanza alla fine sancisce: “Rendere note nei titoli di cosa dei programmi le retribuzioni di conduttori, giornalisti e ospiti”. E la Commissione presieduta da Zavoli decide anche su contratto di servizio e presenza su Sky…

10 Giugno 2010

Vediamo la cronaca di www.repubblica.it:
«Niente più misteri sui compensi di conduttori e giornalisti del servizio pubblico. Le singole retribuzioni e i costi di produzione dei programmi in onda sulla Rai, che siano approfondimenti, telegiornali o puro intrattenimento, saranno trasmessi nei titoli di coda, compresi i pagamenti stabiliti per gli ospiti e gli opinionisti. Saranno resi noti anche i compensi dei conduttori di programmi non di servizio pubblico. È quanto prevede l'emendamento approvato in commissione di Vigilanza che si avvia a licenziare il parere, obbligatorio ma non vincolante, sul contratto di servizio tra Rai e governo. L'emendamento, presentato dal capogruppo Pdl Alessio Butti, è passato - con alcune modifiche e al termine di una lunga discussione - anche con i voti dell'opposizione che ha chiesto che la trasparenza non riguardasse solo i programmi di approfondimento ma tutti quelli di servizio pubblico, compresi i telegiornali. Il presidente, Sergio Zavoli, ha proposto che sul sito Rai venissero pubblicati tutti i compensi, ritenendo la misura "piu equa e meno demagogica". Zavoli ha anche sottolineato la difficoltà di definire i programmi di servizio pubblico, definendo "indecenti" e non rientranti in questa categoria alcuni programmi del pomeriggio della Rai. "I programmi di servizio pubblico sono definiti dalla contabilità separata - ha spiegato Butti - spetterà poi alla Rai, anche nell'ambito delle regole di mercato, come comportarsi in merito alla trasparenza". Per Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della commissione, si tratta di “un atto di grande trasparenza e di coerenza nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente il canone. Il voto unanime della commissione di Vigilanza su questo punto è la conferma che, senza alcun spirito moralistico e men che meno pruriginoso, è venuto il momento che i cittadini conoscano e giudichino i vari stipendi e compensi nella Rai”.
In Commissione di Vigilanza Rai sono stati invece respinti la maggior parte degli emendamenti presentati dall'opposizione sulla norma relativa alla neutralità tecnologica e competitiva. La norma dello schema del nuovo contratto di servizio, tra le più contestate da Pd, Udc, Idv e Radicali, prevede che "la programmazione delle reti generaliste sia visibile su tutte le piattaforme tecnologiche; a tal fine, assicura la diffusione attraverso almeno una piattaforma distributiva di ogni piattaforma tecnologica". In Commissione, l'opposizione ha spiegato che la Rai in questo modo non sarà obbligata a essere presente su Sky e potrà rimanere solo su TivùSat, con un vantaggio per la sola Mediaset. Si chiedeva quindi di modificare la parola "tecnologiche" con "trasmissive", come era previsto nel precedente contratto di servizio, in modo da garantire la presenza della Rai sull'intera offerta tecnologica. L'emendamento è stato respinto con il voto negativo dei membri della maggioranza. E' passato, invece, l'emendamento del relatore, Roberto Rao, che obbliga la Rai "a consentire la messa a disposizione della propria programmazione di servizio pubblico a tutte le piattaforme commerciali che ne faranno richiesta"».
Come informa poi www.key4biz.it, la «Commissione di Vigilanza Rai… fa passare invece la modifica al'art. 12 relativo alle norme sui minori, presentata dal vicepresidente Giorgio Merlo. L'emendamento in questione, secondo cui 'il Centro di Produzione di Torino diventa il distretto produttivo specializzato nell'offerta dedicata al pubblico dei minori' consiste nella trasmissione del telegiornale regionale sottotitolato e tradotto in lingua dei segni, e nell'indicazione del bollino che indica la possibilità di visione da parte dei bambini anche senza la presenza di adulti. 'Un risultato importante perché conferma, malgrado il disegno di ridimensionamento del Centro di Produzione perseguito in questi anni dal vertice aziendale, un ruolo di primo piano del centro torinese nella produzione della programmazione dei ragazzi'. Questo quanto ha affermato, a margine della decisione, il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai, Giorgio Merlo che ha poi aggiunto : 'Con l'approvazione dell'emendamento che ho presentato in Commissione di Vigilanza, il Centro di Produzione di Torino diventa il distretto produttivo specializzato nell'offerta dedicata al pubblico dei minori. È un'inversione di rotta significativa che salva, per il momento, decine di posti di lavoro e restituisce al Centro di Produzione di Torino un ruolo decisivo e di protagonismo nel panorama nazionale del servizio pubblico e della sua programmazione'. Oltre a questi due punti ritenuti fondamentali nel regolamento televisivo a tutela del pubblico più giovane, la modifica presentata dal deputato del Pd piemontese, prevede anche che entro tre mesi dall'entrata in vigore del contratto, la Rai indichi i programmi visibili da adulti e da minori accompagnati come previsto dallo schema del contratto di servizio e quelli visibili dai soli ragazzi.
Nella stessa seduta, approvato anche l'emendamento sulla promozione di modelli femminili e maschili egualitari e non stereotipati, mentre è stato bocciato il monitoraggio specifico sui programmi per i minori, anche se il controllo potrebbe essere affidato all'osservatorio sulla dignità della persona. Nell'ambito delle norme relative alla programmazione per i disabili, è stata inoltre reinserita una norma che nel vecchio contratto prevedeva almeno un'edizione quotidiana di un telegiornale regionale sottotitolato e tradotto nel linguaggio dei segni e il monitoraggio sulla qualità della programmazione per i disabili. Disco verde anche per 'inserimento di una sezione dedicata ai reclami nel portale della Rai, proposto dal capogruppo dell'Udc in Commissione, Roberto Rao».

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