I digiuni di PannellaO Una notizia!

Domenica scorsa a Radio Radicale una lite un po’ surreale tra Marco Pannella e Massimo Bordin sui digiuni del vecchio leader dei Radicali. Ora Bordin vorrebbe davvero lasciare la rubrica, che conduce da molti anni, ma chi gli potrebbe subentrareO

È ancora mistero al momento in cui scriviamo sul programma domenicale di Radio Radicale che vede Marco Pannella interloquire (forse sarebbe più corretto dire monologare) con Massimo Bordin, la tradizionalissima "conversazione domenicale" del pomeriggio (o della sera).

Questo il precedente. Domenica scorsa (domenica di Pasqua) un Pannella più insofferente del solito ha dato luogo ad una piccola rissa verbale, un siparietto tipico del personaggio. Vittima il povero Bordin, che alla fine ha chiesto il "divorzio" dal leader radicale al quale fa "da spalla" nel programma da circa dieci anni.

L'insofferenza di Pannella si è scatenata quando, all'annuncio dell'ennesimo sciopero della fame, che in effetti pochi giornalisti riportano ancora, Bordin ha osservato: "È una notizia importante". Di fatto sarebbe una notizia giornalisticamente importante ma non nel caso di Pannella, che negli ultimi 40 anni è passato da un digiuno all'altro. "Non è vero, non conta niente, è solo una normalità non violenta" - ha infatti ribattuto il leader radicale.

"Ma che dici Marco, un tuo digiuno conta". "No, ne avrò fatti 500". Quando Bordin ha cercato di fare un complimento a Pannella con la frase "Tu sei l'unico politico a fare i digiuni", Pannella l'ha presa ancora peggio: "Tu menti, ci sono tantissimi radicali che lo fanno da anni. Tu sei allusivo".

Bordin ci rimane male "Ma che, mi stai dando del mafiosoO Mi spiace che oggi tu abbia preso questa piega. Sono metodi politici non molto belli". Insomma, la conversazione è proseguita per minuti su questo tono con un Marco Pannella ormai convinto che l'interlocutore (che tra l'altro "lo sopporta" nel suo sproloquio domenicale da quasi dieci anni) ce l'avesse con lui e volesse in qualche modo boicottarlo o danneggiarlo. Alla fine il povero Bordin si è arreso: "Credo di esserti pure antipatico ma non è un problema. Continuiamo pure, per stavolta. Faremo il top di ascolti, però vi assicuro che questa sarà l'ultima trasmissione che facciamo insieme".

Non è la prima volta che c'è uno scontro tra i due ma così, in diretta, senza filtro e senza una vera causa è la prima volta. Un precedente c'era stato nel gennaio 2007 quando Pannella destituì dalla rassegna stampa di Radio Radicale Daniele Capezzone, probabilmente perché troppo emergente. Fu proprio una domenica sera, alla Radio, durante la consueta "conversazione" che Pannella emise la sentenza: pur affermando che la rassegna di Capezzone era "egregia", la definì "manifestamente auto promozionale". "È sgradevole - aveva replicato Bordin - . Allora decidiamo che la programmazione della domenica mattina viene decisa dal partito". E Pannella: "La decisione è affidata a te... Ma ora verrà fuori che vogliamo fare mobbing a Capezzone".

Bordin: "Io non ho voglia di mettermi in urto con i superiori interessi della politica". Pannella: "Io non sono un tuo superiore". Bordin: "Se cercavo superiori, avrei fatto il militare!". Anche allora Bordin chiuse con una profezia (che non si avverò): "Dirigo Radio Radicale dal 1991, forse ho fatto il mio tempo...".

In ogni caso domenica scorsa qualcosa si è rotto, anche se poi Bordin è apparso tormentato e quasi rassegnato all'idea di dover ancora condurre la conversazione, per mancanza di alternative (altri conduttori "all'altezza") valide.

Non resta che ascoltare Radio Radicale domani per vedere come è andata a finire.

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