Con “I Medici” la Rai punta sul prodotto identitario

Il period drama continua ad attrarre il pubblico televisivo, specialmente quando punta sul potere e sull’ascendente di casati influenti. Non solo I Tudor e I Borgia, insomma, ma anche le declinazioni teen come Reign e il nuovo gioiellino firmato ITV, Victoria, con Jenna Coleman, già star di Doctor Who. E ora arriva anche un progetto internazionale con impronta made in Italy a tentare di conquistare la scena: si chiama I Medici e va in onda su Rai Uno dal 18 ottobre.

Presentato il 14 ottobre nella splendida cornice di Palazzo Vecchio a Firenze, il period drama "I Medici" racconta un periodo ben preciso dell’omonima dinastia toscana, in «un intreccio tra storia e fantasy», come lo aveva già definito Frank Spotnitz, showrunner di X-Files, al Festival della TV di Monte-Carlo. Il mistero attorno al quale ruotano le vicende è il presunto assassinio del capofamiglia Giovanni, interpretato dal Premio Oscar Dustin Hoffman, grande assente della premiere mondiale. A suo figlio Cosimo presta il volto Richard Madden (Il trono di spade), a sua volta impossibilitato a partecipare alla conferenza dopo aver perso a Parigi la coincidenza del suo volo in arrivo dal Sud Africa, dove si trova impegnato in altre riprese. Interamente girato nella Penisola - tra Roma e la Toscana - e diretto da Sergio Mimica-Gezzan, vanta una sigla scritta da Skin e un cast internazionale piuttosto variegato.

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«I Medici», spiega il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta, «rappresentano la volontà di forte cambiamento per la Rai e un rilancio internazionale per portare l’immaginario del nostro Paese al di là delle nostre frontiere. È un elemento di novità per un mercato sempre più globale, nato dal coraggio della Luxvide, per il quale abbiamo messo insieme il meglio del talento italiano e internazionale. L’idea è quella di scegliere prodotti identitari per trasformare la nostra cultura in racconto e così con i Medici vogliamo dar vita al Rinascimento dell’audiovisivo italiano». La serie, come aggiunge la produttrice Matilde Bernabei, «è stata già prevenduta in tutto il mondo, dall’Australia al Giappone».

Tutto è partito qui
Questo affresco seriale della famiglia Medici ha da subito affascinato Frank Spotnitz anche se, ammette candidamente, «non conoscevo molto della loro storia, solo che erano legati all’arte, ma poi ho scoperto che, al di là del mecenatismo, hanno creato opportunità incredibili per la gente comune. Con la loro banca hanno concesso crediti per far evolvere la cosiddetta classe media. Cosa rende interessante questa vicenda? Per movimentare il racconto abbiamo speculato sulla possibilità che il capofamiglia sia stato assassinato». E così è nata un’avventura unica nel suo genere, come pensa anche il regista: «Un’opportunità del genere capita una volta sola nella carriera, perché racconta una pietra miliare su cui si fonda la cultura italiana. Mi sono sentito come un direttore d’orchestra dallo spartito eccezionale».

Talenti tricolore e internazionali
Il braccio destro di Cosimo è Marco Bello, interpretato da Guido Caprino: «Uno di quei personaggi che vivono nell’ombra e hanno una devozione incredibile per Cosimo. Non si sa quali siano i suoi sogni, è un misto tra Mister Wolf de Le Iene e il Grillo parlante», dice Caprino. Il suo primo amore Bianca, invece, ha il volto di Miriam Leone  che, come ha detto l’attrice ex Miss Italia, «rappresenta la luce, un momento simbolico nella vita di Cosimo, un amore puro». Il padre ha in mente per lui un destino ben diverso, così gli combina un matrimonio con Contessina (Annabel Scholey): «Questo personaggio», parole sue «come molte figure femminili dell’epoca, rappresenta un pilastro per il proprio consorte e ad un certo punto ha anche preso in mano la Signoria, in assenza del marito». Anche se, come spesso capitava, Cosimo, durante il soggiorno veneziano, si sente attratto dalla schiava Maddalena (Sarah Felberbaum): «Di lei si sa poco», dice, «ma in questa serie le abbiamo dato spessore. Non consideratela però una vittima, anzi è una donna forte, capace di riportare Cosimo a com’era prima d’incontrare Contessina, regalandogli la leggerezza che aveva abbandonato». A completare il quadro “tricolore” ci pensano Alessandro Sperduti (Piero, figlio di Cosimo), Valentina Bellè (sua moglie Lucrezia) e Alessandro Preziosi (Brunelleschi).

Steven Waddington, di recente visto in tv nella serie-evento di History "Barbarians – Roma sotto attacco", interpreta il cardinale Baldassarre Cossa, Papa Giovanni XXIII, che sale al soglio pontificio proprio grazie all’appoggio economico dei Medici. «Non è però quello che ci si aspetta da un Pontefice», precisa, «tanto che suo fratello è stato arrestato per pirateria e anche lui sembra più un condottiero che un uomo di chiesa». I personaggi raramente sono monodimensionali, anzi tutti loro sono dotati di sfumature molteplici, come spiega Ken Bones, interprete di Ugo Bencini, «un uomo in conflitto tra fede e finanza». Ma questo è l’inizio di una vicenda a puntate dove nessuno è davvero come sembra.

 

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