I premiati del Tekfestival di Roma

Il Tekfestival ha assegnato i premi per l’edizione dell’anno 2005. Tra i premiati anche un documentario di “Osservatorio sui Balcani”, coraggioso punto d’informazione su questa ‘difficile’ parte d’Europa.

Lo scorso 9 maggio a Roma sono state premiate le migliori produzioni del Tekfestival, uno dei più importanti festival italiani dedicati al cinema indipendente e sociale.

Il primo premio è stato assegnato a "Crisalidi" di Federico Tinelli. In "Crisalidi" cinque transessuali raccontano la propria esperienza di vita, il quotidiano visto dai loro stessi occhi, manifestando apertamente le proprie emozioni, le paure, i sogni e le ambizioni.

Il secondo premio è stato conferito a "Dopo Sebrenica" prodotto da "Osservatorio sui Balcani", da tempo un occhio attento sulla realtà politica politica e sociale dei Balcani.

"Dopo Sebrenica" getta uno sguardo sulla tragedia della cittadina bosniaca, che ha perso circa 8000 abitanti, trucidati, e dà voce a chi ancora può raccontare di Sebrenica, lasciando parlare, appunto i profughi rientrati nelle proprie case, gli sfollati, le autorità religiose e locali.

"Dopo Sebrenica" è stato premiato "per la scelta coraggiosa e difficile di un tema che si cerca di rimuovere ma che invece ci riguarda da vicino - come ha spiegato la giuria del premio - , perché racconta la guerra etnica che ha riproposto memorie antiche ma ha anche anticipato l'attualità tragica del conflitto totalizzante nell'idea di annientamento del nemico".

Come redazione di Millecanali cogliamo lo spunto offertoci da questa notizia per esprimere solidarietà a Drago Hedl, corrispondente dalla Croazia per l'Osservatorio sui Balcani, più volte minacciato di morte per le sue inchieste. Infatti, come riporta proprio l'Osservatorio sui Balcani "Drago Hedl è considerato uno dei migliori giornalisti investigativi della Croazia. Ha raccontato a più riprese in questi anni al pubblico del proprio Paese i crimini commessi contro civili serbi dalle forze croate, a partire dalla vicenda di Pakracka Poljana, prigione illegale e luogo di tortura diretta dall'unità speciale comandata da Tomislav Mercep. Nel luglio 2002 ha riportato la storia dell'eliminazione di 18 civili serbi e di un ungherese a Paulin Dvor, presso Osijek. I corpi di quelle persone erano poi stati occultati e seppelliti a 500 km di distanza, nella regione della Lika, e Hedl aveva denunciato il coinvolgimento nel crimine di Miroslav Tudjman, figlio maggiore dell'ex presidente croato, al tempo responsabile dei servizi segreti. Ha investigato in più occasioni i crimini commessi contro i serbi di Vukovar nel 1991 dalla Zbor Narodne Garde e recentemente ha descritto gli omicidi avvenuti a Osijek nel 1991 e 1992 nella prigione segreta di via Dubrovacka 30, riportando le scioccanti dichiarazioni di un testimone che aveva partecipato ai delitti, Krunoslav Fehir.

Il suo lavoro è stato fondamentale non solo per la ricostruzione dei conflitti recenti della ex Jugoslavia, ma soprattutto per la presa di coscienza da parte delle diverse opinioni pubbliche dei crimini commessi dai 'propri' rappresentanti. Come in tutte le situazioni di post-conflitto, il problema nei Balcani oggi non è parlare dei crimini degli 'altri', ma di quelli commessi in proprio nome. Ed è qui che sono più che mai necessarie la determinazione e il coraggio di giornalisti come Drago Hedl".

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