Il business degli studios

In Italia crescono i centri di produzione audiovisiva ma quello di Bagnoli sembra quasi impossibile da realizzare.

Mentre giunge notizia che 'Agrodolce' (legata a filo doppio agli Studios di Termini Imerese) su RaiTre continuerà per scelta della Regione Sicilia, nonostante i risultati non altissimi di audience finora conseguiti, bisogna dire che l'Italia sta scoprendo il business degli studios ma anche che la loro realizzazione prosegue non senza difficoltà.

Non è sempre così, come dimostra il caso del Cineporto di Torino che ha aperto recentemente una struttura da 9.400 mq., suddivisa in cinque moduli e costata 8 milioni di euro di ristrutturazione di un ex cotonificio. Ma se si prende l'esempio dei Bagnoli Studios la musica cambia, eccome.

Gli studios devono sorgere sull'area ex Ilva a Bagnoli, vicino Napoli, e se n'è parlato per la prima volta nel novembre 2006 quando il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Antonio Bassolino annunciarono la nascita di un grande centro di produzione audiovisiva all'avanguardia. Il progetto prevedeva una struttura di 8mila metri su quattro livelli più uno interrato, sui quali far sorgere tre teatri di prosa, uffici per la produzione e la post-produzione, sale costumi, sale di scenografia e doppiaggio, camerini, sale visione e uffici casting, sartorie, falegnameria e deposito attrezzature. Costi previsti 11,4 milioni di euro a carico della Regione Campania per la gestione di Bagnolifutura, società di cui è proprietario al 90% il Comune di Napoli.

Ma i lavori non iniziano come previsto a dicembre 2007, i costi lievitano e diventano di 19,6 milioni di euro. Nell'agosto 2008 l'assessore regionale al turismo Plaudo Velardi decide di destinare i fondi ad altro utilizzo, dirottandoli su un impianto golfistico. Ma Bassolino dalla Regione non cede e incarica un proprio uomo fidato, l'assessore regionale alle attività produttive Andrea Cozzolino, di trovare le risorse necessarie per i Bagnoli Studios. Poi arrivano altri colpi di scena come il Tar che boccia il Piano urbanistico esecutivo ed altre vicende che travolgono il Comune di Napoli, mentre i Bagnoli Studios aspettano ancora.

In Sicilia invece, come abbiamo visto, le cose vanno diversamente e anche la Puglia di Niki Vendola ha stanziato 1 milione di euro per il cineporto di Lecce nelle ex manifatture Knos (4.000 mq), con una struttura anche a Bari nel padiglione 180 della Fiera del Levante.

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