Televisione
Il contratto di lavoro si fa in Tv
Elena Romanato
02 Marzo 2011
L'ambizione è essere qualcosa di più di un reality, un docureality, in cui persone in cerca di lavoro vengono riprese durante i colloqui fatti alla Monster, società di selezione del personale dal nome forse non casuale. Ma il programma, prodotto da Verve Multimedia, riesce a fatica a convincere.
“Non è uno show - spiega il direttore generale di La7 Marco Ghigliani - , non mettiamo in palio contratti di lavoro. È semmai un programma di servizio: protagonisti sono dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro, noi seguiamo il loro percorso, mentre un'azienda li seleziona. La nostra rete racconta la realtà. Così, il martedì sera, tre candidati emersi da precedenti selezioni si confrontano per dimostrare chi ha il profilo giusto”.
Sarà, ma alla fine c'è l'assunzione a tempo indeterminato presentata un po' come il premio finale e i candidati sembrano proprio sfidarsi per ottenere il posto (tra le aziende che partecipano ci sono Fnac, Salmoiraghi-Viganò Getfit…). Il problema è che in primo piano non ci sono i “concorrenti” ma i selezionatori, che snocciolano principi base di strategie di vendita (stiamo parlando di vendite telefoniche) e si parlano addosso. Così il programma si svolge con estrema lentezza, per quasi tre ore.
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