Il convegno di Millecanali: parlano Pellegrinato, Madoni e Donato

Per presentare meglio il convegno di Millecanali del 7 novembre ‘Evolution Media’, presso la sala Collina del Sole 24 Ore, ecco alcune domande e risposte con tre illustri relatori.

Millecanali organizza il 7 novembre presso il Sole 24 Ore di via Monterosa il convegno 'Evolution Media', dedicato alla produzione, gestione e distribuzione dei contenuti digitali e dei servizi sulle diverse piattaforme e device. Per far capire meglio di cosa si parlerà nell'occasione abbiamo rivolto alcune domande ad alcuni degli illustri relatori della giornata convegnistica.
 
La prima 'riflessione' che vi proponiamo è quella di Marco Pellegrinato (Mediaset).

Come sta evolvendo il mondo della produzione digitale, in funzione delle nuove opportunità di delivery disponibili oggi sul mercato?

Lo vedo separato in due contesti.

Quello dei broadcasters, che producono necessariamente con le medesime finalità distributive del modello lineare FTA o Pay, riutilizzando i propri contenuti per una distribuzione non-lineare OTT-TV ai fini di servizi mutidevice di cacthup Tv o cataloghi di contenuti pregiati, e un secondo contesto nel quale si cimentano direttamente i Content Providers, dalle Majors cinematografiche fino ai piccoli con-sumer e pro-sumers degli User Generated Contents (UGC) che nel modello non-lineare OTT hanno trovato una nuova via di distribuzione dei contenuti senza più dover necessariamente passare dai broadcasters grandi o piccoli, che comprano quei prodotti per poi annegarli nei palinsesti dei canali FTA o tematici. Vedo questa come una possibile alternativa di disintermediazione dai grandi distributori lineari di massa: i brodcasters, che lascia i produttori affacciarsi autonomamente nella nuova terra promessa della distribuzione "globale" non-lineare attraverso internet e i servizi OTT, sicuramente a costi minori della diffusione broadcast.

Da una parte, quindi, la produzione tradizionale della Tv, con tanto di apparati e processi consolidati tipici del mondo televisivo: Studio di Produzione, Telecamere da Studio, Post produzione tradizionale sofisticata, packaging appropriato, per un delivery in cataloghi di contenuti arricchiti di metadata e multimedialità grafiche allettanti, con una codifica multi profilo adattativo e multiformato per la distribuzione su device fissi e mobili. Dall'altra parte, una produzione più svincolata dai dettami stretti dei format televisivi e dai canoni tecnici per la distribuzione Tv; si evidenziano strutture produttive molto più snelle, dotate di tecnologie più moderne e di minor costo (che non significa necessariamente di bassa qualità) con sistemi di codifica spesso in hosting o noleggiati nel mondo cloud, cosi come le risorse distributive affidate a CDN providers o ISP's.

Quello che è certo è che la distribuzione non­lineare, soprattutto nel mondo Web e mobile su dispositivi tradizionali, PC, Tablet e Smartphone, non distingue ancora a sufficienza la qualità delle immagini e dei suoni. Diverso è sul versante device Tv, dove l'accuratezza qualitativa di un video realizzato per uno schermo da 47', 50' o più, costringe necessariamente ad adeguare la qualità fruita dall'utente finale differenziando di conseguenza i servizi di qualità Tv da quelli di qualità Internet. Credo che la qualità percepita dal consumatore finale sia una leva importante in mano ai broadcasters per differenziare e valorizzare la propria offerta nei confronti del mare magnum di Internet, dove si trova di tutto nei contenuti ma spesso con caratteristiche qualitative non premianti per la visione continuativa e duratura.

Quali prospettive si delineano, nel prossimo futuro, per la gestione dei contenuti, in funzione delle applicazioni che prevedono il Second Screen e la fruizione in modalità multiscreen?

Le statistiche da tempo sembrano delineare scenari di grande cambiamento nel mondo della distribuzione di contenuti, audiovisivi in particolare, soprattutto nel campo della televisione. Molte di queste tendenze poi non sono del tutto lusinghiere per la televisione tradizionale, che per molti ormai è già in parte - e via via sempre di più lo sarà - fagocitata dalla fruizione non lineare e personale dei contenuti resa disponibile dai dispositivi mobili e fissi connessi ad Internet. Così come riportano che coloro che sono rimasti a guardare la consueta Tv lo facciano in alternativa contemporanea al compitare freneticamente su di un mobile device tenuto sulle ginocchia buttando un occhio allo schermo Tv ogni tanto. Da qui, una rinnovata consapevolezza di questo trend ha portato alla costituzione di un binomio di eccellenza coniato recentemente, che suggella una stretta partnership tra il televisore, il main screen, e il mobile device, sia esso un Tablet o uno Smartphone: il cosiddetto Second Screen.

I broadcasters preferiscono chiamarlo più genericamente "companion device", facendo prevalere l'importanza dello schermo televisivo di cui il Second Screen diventa il compagno naturale. E questo lo fanno con l'obiettivo di riportare l'utente finale ad un consumo più prettamente "televisivo" del programma/contenuto audiovisivo, corroborandolo con una forma di "enhancement" della User Experience, ma fatta in modo tale che il contenuto sia sempre visto sul tv principale, fornendo nel contempo sul companion device ulteriori informazioni, nozioni, interattività e quant'altro porti l'utente finale ad essere maggior protagonista di quell'evento, sino a estendere sui Social Network, a cui sono di norma connessi questi Second Screen, l'egemonia di quel prodotto televisivo con cui si sta interagendo.

Una mossa funzionale che molti broadcaster hanno messo in atto non per portare la Tv sui mobile device ma per riportare l'utente finale a consumare "il programma" sul tv anche a costo di interagire con il Second Screen. Si distinguono tre possibili modi di utilizzo del Second Screen: "Tv Enhancer" come sopra descritto; "Tv Replacer", una forma evoluta di "enhancer" dove non avendo nessun main screen di fronte al consumatore, si usa in parte lo schermo del Companion Device per mostrare il programma tv trasmesso; infine, il "Tv Controller", cioè la possibilità di far usare il tv tramite il Companion Device come se fosse un vero e proprio Remote Control che interagisce intelligentemente con la Tv, non solo arricchendo la navigazione con una EPG attraente sul Caompanion Device ma facendo un vero e proprio “pairing” tra i due devices, che consentono una esperienza di navigazione della programmazione Tv attraverso la condivisione con i social networks anche attraverso la visione condivisa di contenuti non-lineari.

Una fruizione nuova, di grande effetto anche per il pubblico più giovane e che non mancherà di stimolare i broadcasters verso i nuovi orizzonti della Tv a 360 gradi.

La seconda 'riflessione' che vi proponiamo è quella di Simone Madoni (La7), cliccare qui per leggerla

La terza 'riflessione' che vi proponiamo è quella di Francesco Donato di Sky Deutschland, cliccare qui per leggerla.

Pubblica i tuoi commenti