Il CRTL contro l’Authority

Il Comitato Radio Tv Locali si schiera contro l’idea, che verrebbe dall’Authority, di considerare un unico riferimento temporale (di circa due anni fa) per la situazione degli impianti Tv in vista degli switch off del Nord.

Ecco uno stralcio del comunicato del Comitato Radio Tv Locali di Milano:

«Non è bastato l'utilizzo della “macchina del tempo” nel decreto mille proroghe in finanziaria che ha cancellato retroattivamente i contributi dell'editoria, ora è la volta dell'AGCOM che, con la neonata delibera 475/10/Cons: 'Piano di assegnazione delle frequenze Area 3 Lombardia per il servizio di radiodiffusione televisiva in tecnica digitale', spazza via come se nulla fosse, tutte le legittime transazioni e modifiche degli impianti dal 19 dicembre 2008. Infatti, la Delibera così recita:

«CONSIDERATA la fissazione del 19 dicembre 2008 quale data di riferimento per l'applicazione dei predetti criteri per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze nelle aree tecniche n. 1, n. 4, n. 12 e n. 13, riferite al Piemonte Occidentale, alle Provincie autonome di Trento e Bolzano, alla Regione Lazio esclusa la Provincia di Viterbo ed alla Campania;

RITENUTO di confermare la predetta data per l'applicazione dei criteri all'assegnazione dei diritti nell'area tecnica n. 3 e nelle restanti aree tecniche, al fine di considerare un unico riferimento temporale che non dia luogo a discriminazioni tra le 10 differenti aree tecniche e consenta quindi una applicazione omogenea dei medesimi criteri..».


Già, perché, se la prima “fotografia” degli impianti per la transizione al digitale, venne fatta il 19 ottobre 2008 in occasione del primo tavolo tecnico della prima area tecnica , per l'Agcom si deve per forza: “considerare un unico riferimento temporale” per tutte le aree tecniche... compresa il fanalino di coda Sicilia (prevista nel 2012), che si vedrà cancellati ben 4 anni!
E perché? Ma certo! Come non capirlo? Affinché “non dia luogo a discriminazioni tra le 10 differenti aree tecniche e consenta quindi una applicazione omogenea dei medesimi criteri”.

Ci “consenta” l'Autorità di esprimere un parere diametralmente opposto: se si vuole inserire i medesimi criteri nelle 10 aree tecniche e senza discriminazioni, in primis non si usi “la macchina del tempo” attraverso disposizioni con valenze retroattive di 2 anni!
Ma si sa la macchina del tempo è l'arma segreta che tutto può fare nel tentativo di arginare gigantesche falle che l'impianto della transizione nel digitale terrestre sta mostrando…
Da parte nostra chiediamo a tutte le Tv locali rimaste col cerino in mano di non abdicare ai propri diritti, diventando parte di un altro potente ricorso al giudice amministrativo (oltre a quello dell'assegnazione della numerazione sul telecomando L.C.N…), perché almeno sia la Magistratura a intervenire contro la loro fine annunciata e deliberata.
Il tempo scorre veloce e noi non abbiamo… la “macchina del tempo”!».

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