Il diktat di Pannella: via Capezzone da Radio Radicale

Con grande sconcerto del direttore Massimo Bordin, Marco Pannella ha chiesto in diretta radiofonica su Radio Radicale che venga tolta a Daniele Capezzone la conduzione della rassegna stampa domenicale sull’emittente.

Il 14 gennaio scorso, durante la tradizionale e lunga intervista della domenica sera a Marco Pannella, il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin si è sentito chiedere, in diretta radiofonica, più o meno "la testa" di Daniele Capezzone, che conduce la rassegna stampa domenicale dell'emittente. Quella di Capezzone è la rassegna stampa più seguita della Radio (fra l'altro, è seguita, sempre la domenica mattina, da una breve "conversazione" di Capezzone sull'attualità politica). Negli altri giorni della settimana la rassegna stampa è condotta dallo stesso Bordin e il sabato da Marco Taradash (area centro-destra, con un lungo passato radicale, anche da 'portavoce' di Pannella).

Il giovane politico radicale è molto apprezzato dal pubblico: ben informato sui fatti e preparato, riesce a dare una panoramica dei principali avvenimenti riportati dalla stampa nazionale interpretandoli e spiegandoli, passando con abilità da un argomento all'altro senza essere dispersivo, dimostrando preparazione e cultura. Ma soprattutto rende la rassegna stampa molto interessante e 'personalizzata'.

Marco Pannella però, a quanto pare, vorrebbe sostituire Capezzone con un altro giovane radicale maggiormente nelle sue grazie, Marco Cappato. Capezzone aveva già perso la segreteria dei Radicali Italiani quando Pannella, nel Congresso di Padova del novembre scorso, aveva fatto in modo di farlo sostituire dalla più fidata Rita Bernardini. Secondo Pannella, Capezzone condurrebbe la rassegna stampa in modo troppo autopromozionale.

Ma c'è il dubbio che in realtà il maturo leader radicale soffra molto l'intraprendenza del giovane compagno di partito, brillante, estroverso, onnipresente a sua volta sui media (si ricorda, fra le altre, la presenza in qualità di comico a 'Markette' su La7) e anche (carica non da poco) presidente della Commissione attività produttive della Camera.

Insomma, una seria minaccia per un Pannella che deve per forza essere una "primadonna" nel suo partito (talora, non a caso, sono sembrati un po' a rischio anche i rapporti con Emma Bonino, l'altra 'star' di area radicale, per giunta molto popolare fra la gente).

Lo stesso Bordin, da molti anni direttore dell'emittente radicale (di cui Pannella, a quanto pare, non vuole essere considerato "editore", anche se interviene in onda ad ogni piè sospinto), è rimasto stupito della "richiesta" di Pannella ed ha difeso la propria autonomia di direttore, riconoscendo, anche in un ampia intervista a 'Panorama', le capacità e la professionalità di Daniele Capezzone.

È difficile ora dire come andrà a finire questa storia.

"Per ora la faccenda è chiusa. Almeno il primo round - ha spiegato Bordin a Denise Pardo di 'Panorama' - . Ma conosco bene Marco. So che lui non molla. Si è messo in mente di mostrare a tutti gli sbagli di Capezzone, i suoi limiti: l'impegno massimo nel promuovere se stesso, minimo nei confronti del partito. Ma più Daniele prosegue la tecnica di cedere l'altra guancia e non reagire, più Marco s'incazza".

Bordin fa anche una previsione sul finale della vicenda: "Marco si è intestardito e vuole che Daniele faccia l'uomo di partito. È cosa piuttosto improbabile. Daniele ha altre idee. Seguendo con attenzione la sua rassegna stampa noto che cita spesso David Cameron, il leader conservatore britannico. Per lui è un modello innovativo. Ma c'è un problema: la sua casella ideale sarebbe nel centrodestra".

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