Il fallimento di Telestudiomodena

 

In Emilia era (ed è) una presenza scontata nell’etere, e non solo, perché per alcuni anni è stato possibile seguirla anche via satellite sui canali ‘800-900’ di Sky. La sigla Tsm-Telestudio Modena contraddistingue un’emittente e un gruppo televisivo attivi da una vita nella città emiliana, anche con la sigla Studio 74, che identifica anche l’anno in cui il mitico ‘fondatore’ Angelo Saltarin diede il via alle operazioni, all’inizio come semplice ripetitorista (l’estrazione di Saltarin era prettamente tecnica), in particolare della Tv della Svizzera Italiana.

La programmazione di Tsm magari era un po’ ‘particolare’, perché si passava da fior di cartomanti e televendite di vario tenore, in onda per diverse ore, a rubriche dei più diversi generi, di solito basate sulla vita e la società modenesi, ma a volte anche incentrate su argomenti particolari e specifici, validi anche ‘a livello nazionale’. Non mancava poi la singolare ‘rassegna stampa’ condotta periodicamente dallo stesso Saltarin, che commentava le notizie pubblicate, di solito manifestando posizioni ‘fuori dal coro’ o ‘da uomo della strada’, per così dire.

Ma soprattutto Angelo Saltarin era (è purtroppo scomparso pochi mesi fa) un vero appassionato del settore televisivo, in cui era attivissimo soprattutto come tecnico, e non mancava di partecipare alle riunioni della associazioni di settore, sempre attento a qualsiasi novità, opportunità, occasione da cogliere. Si ricordano bene anche le sue battaglie vigorose in difesa di quelle cartomanti in onda che a molti proprio non andavano a genio, perché - sosteneva - a noi Tv locali danno da vivere e ci consentono di rimanere ‘liberi’.

Ora la notizia è che Telestudiomodena, dopo tanti anni, è fallita (ma non scomparsa dall’etere) e che il suo avvenire per adesso è ‘nebuloso’. Riportiamo di seguito il puntale resoconto dei fatti pubblicato dalla ‘Gazzetta di Modena’:

 

“Ieri (17 luglio; N.d.R.) è stata depositata in tribunale la sentenza di fallimento di Telestudiomodena. L’atto sancisce la fine di un’epoca della Televisione locale, quella dei programmi a ruota libera di chiacchiere, maghe, lotto, liscio e calcio geminiano ma anche la fine del piccolo editore puro modenese che dagli anni Ottanta ha sviluppato un’impresa commerciale attraverso la comunicazione e la diffusione via etere. Con Telestudiomodena - Tv “iperlocal” al 100 per cento - finisce l’epoca dell’autonomia delle “Tv libere” nate negli anni Settanta e delle quale, come Studio 74, fu una delle prime in Italia.
Il fallimento di Telestudiomodena è stato affidato al curatore nominato dal giudice, il dottor Lorenzo Sacchi di Vignola. A lui spetterà il compito, secondo gli irriducibili di questa emittente modenese, di tentare l’impossibile: resuscitare le finanze della Tv. Il presidente Marco Saltarin chiederà al giudice di accedere all’esercizio provvisorio proponendo la vendita della frequenza di un suo canale Tv, che potrebbe dare una boccata d’ossigeno alle finanze.
Il tracollo finanziario di Telestudiomodena è stato infatti tanto rapido quanto poco visibile. In un certo senso, la Tv si è spenta senza clamore dal 2012, anno in cui i bilanci hanno iniziato a prendere una piega sempre più pericolosa dopo un lungo periodo di anni d’oro di cartomanti e esperti di lotto a tutte le ore. A determinare il crollo, secondo chi ci lavorava e chi frequentava gli studi, sono stati alcuni fattori di crisi. Il principale è stato sicuramente il passaggio al digitale terrestre, che ha comportato un investimento immediato molto elevato per l’adeguamento delle attrezzature e della tecnologia. Il digitale ha segnato però anche una catastrofe per Telestudiomodena: per la Tv modenese (che grazie al satellite si vedeva anche a Dubai o a Malindi) finire al canale 89 del digitale terrestre ha significato l’emarginazione: difficilmente uno spettatore fa zapping tanto avanti e quindi il bacino di audience si è drasticamente ridotto.

Un secondo motivo del declino improvviso della Tv riguarda i programmi. Tante ore di letture di tarocchi e suggerimenti di terne e quaterne potevano andare bene quando è esplosa la moda televisiva dell’occulto via etere, una quindicina di anni fa, ma ora la moda è passata e le chiamate a pagamento - fonte di ingenti introiti - erano calate e con queste anche i bilanci.

Infine, il satellite: fin dagli anni Novanta questo tipo di segnale era il vanto del cavalier Angelo Saltarin, poi era diventato un costo eccessivo rispetto ai vantaggi e ai guadagni che procurava. Infatti, è stata proprio Telespazio ad avviare la procedura.
Con la consegna dei libri contabili al tribunale, è insomma finita una lunga stagione che di fatto era legata al sogno visionario perseguito con tenacia del cavalier Angelo Saltarin, scomparso il 23 dicembre scorso a 82 anni. Lui è stato l’artefice e il padre padrone di questa piccola Tv che, pur non crescendo mai neppure di ambizioni, per un ventennio è sempre stata finanziariamente solida con la sua cassaforte di ripetitori in cima alle colline di Serramazzoni.

Fatto di una stoffa imprenditoriale simile a quella di Pippo Nicolini di Telemodena, Saltarin era stato un entusiasta sostenitore delle emittenti “libere”, il grande sogno degli anni Settanta. Nel 1974, quando la Rai non aveva ancora perso il monopolio (avverrà due anni dopo), Saltarin era già all’opera con Studio 74, una Tv che faceva da canale-ponte per Tv Svizzera Italiana, legame rimasto fino al 1999.
Nel 1989 Saltarin tentò la sua avventura di emittente con Telestudiomodena. Prima le trasmissioni canoniche via etere con ripetitori - da qui nascerà la sua idea redditizia di investire in ripetitori - e poi col satellite che trasmetterà anche come Studio Europa…
Saltarin ingrandì sempre più lo staff, man mano che le entrate aumentavano. Ora gli affari andavano bene, nonostante le dimensioni ridotte della casa di trasmissioni. Sul digitale occupava sei canali: TeleStudio Modena canale 85, Tele Argento canale 194, Studio 74 canale 607, Menssana canale 671, Orizzonti canale 672, Aurea Tv canale 673.
Tuttavia, unico nel suo genere, l’editore ha sempre mantenuto un totale disinteresse ad attaccarsi a un carrozzone politico locale o nazionale, una scelta in controtendenza che con gli anni lo ha tagliato fuori dagli “aiuti”: è noto che le Tv locali producono poco profitto. A parte qualche trasmissione sugli avvenimenti in Regione e i Tg, Saltarin non ha mai dato spazio alla politica. Anzi, forte di questo suo carattere commerciale puro, Telestudiomodena è sempre stata una Tv estranea alla politica. I programmi non orientavano gli spettatori.

Faceva eccezione “Sfogliando la cronaca”, un programma di sfoghi bonari e riflessioni privo di specifici indirizzi politici. E così sono stati i suoi direttori dei telegiornali: Andrea Rughetti e Claudio Goldoni. Il tracollo rapido dal 2012 è coinciso con l’età avanzata del cavalier Saltarin.

Dei tre figli del fondatore, è stato Marco a prendere le redini dell’azienda, diventandone presidente. I suoi sforzi sono però stati vani”.

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