Il futuro della Tv in Africa

L’Africa sub-sahariana non è solo un continente in via di sviluppo minato dalla povertà. È anche un potenziale mercato di 50 milioni di famiglie, che fa gola a molti broadcasters.

Un potenziale mercato di 50 milioni di famiglie è quello che si apre per i nuovi attori del sistema radiotelevisivo dell'Africa sub-sahariana.Un mercato in piena espansione e in continua crescita che va dalla Tv "tradizionale" ai servizi televisivi per i cellulari. Un'approfondita analisi in merito è apparsa di recente sul 'Sole 24 Ore' e di seguito ne riportiamo alcuni punti.

Paese apripista è il Sud Africa, dove Multichoice, numero uno della pay-Tv via satellite ha festeggiato a fine novembre i 2 milioni di abbonati (in 48 Paesi dell'Africa sub-sahariana). In via d'espansione, sempre in Sud Africa, è la sudafricana Telkom Media.

Un altro importante attore sulla scena del broadcast africano è Gateway Broadcast Services, con sede a Londra, che fiutando l'affare, ha fatto il suo ingresso nel mercato della pay-Tv.

L'offerta tende ad espandersi sempre di più, punta su forme di abbonamento a basso costo e avrà un effetto importante anche sulla produzione di contenuti locali, portando sicuramente ad un più ampio e diversificato flusso di informazioni. Ne è un esempio la nuova rete di distribuzione African Broadcast Network (con la collegata African Public Broadcast Network), creata dal ghanese George Twumasi, che promuove film e contenuti locali come Lca 1 Tv, Televisione via Internet ispirata da produttori ed artisti che fanno parte della diaspora africana.

I contenuti offerti dai nuovi protagonisti del broadcast africano sono sport, musica, film, religione e Internet, sia per privati sia per le aziende. Per ora il boom della Tv colpisce l'Africa a sprazzi e parte da Paesi come Camerun, Namibia, Nigeria o Ghana, dove i Governi stanno concedendo nuove licenze ai privati che permettono di entrare ufficialmente nel mercato, oltre che di stipulare alleanze con altri broadcasters e produttori di contenuti.

Alcuni (pochi) esperti del settore hanno obiettato che l'Africa, nel caso specifico quella sub-sahariana, sia ancora un'area in via di sviluppo, nella quale la diffusa povertà di un grande strato della popolazione renderebbe difficile il decollo o comunque il pieno sviluppo di un sistema radiotelevisivo privato su ampio raggio.

La grossa partita si gioca comunque sui contenuti. Sicuramente il fatto che le pay-Tv contino in buona parte anche sugli introiti pubblicitari e offrano abbonamenti a prezzi ridotti potrebbe facilitare la diffusione della Tv anche per usi istituzionali ed educativi.

Tra gli ostacoli, quello delle molte lingue dell'Africa. Ma molti sono pronti a scommettere che la rivoluzione della Tv africana sia già partita.

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