Il Governo ci ripensa: il canone Rai può salire

Sembrava che si fosse definitivamente deciso per il blocco per il 2009 del canone e per la Rai si prospettavano tempi cupi. Ora però il contrordine: il canone aumenterà, sia pure di poco, solo 1,53 euro. Salvo nuove sorprese. Intanto alla Vigilanza…

Ecco quanto ha scritto il sito www.key4biz:

«Il canone Rai aumenterà nel 2009 di 1,53 euro, adeguando l'importo attuale all'inflazione programmata. In sostanza la tassa passerà dagli attuali 106 euro a 107,5 euro, con un maggior introito per le casse di viale Mazzini di 24 milioni di euro.

È questa la decisione che dovrebbe prendere il ministero dello Sviluppo Economico, che ha ereditato la competenza in materia dall'ex ministero delle Comunicazioni. Nel frattempo il sottosegretario Paolo Romani sta studiando un sistema per combattere l'evasione al pagamento del canone che potrebbe portare in futuro "a forti ribassi" dell'ammontare della tassa.

È questo il quadro che si va delineando dopo le molte voci di questi giorni. Il governo deve prendere una decisione in tempi brevi sul canone (in base alla norme doveva decidere entro il 30 novembre) per permettere alla Rai di avviare la campagna abbonamenti, che sarà presentata dai vertici della Tv di Stato.

La situazione di crisi in cui versa la Tv pubblica, a fronte di una riduzione della raccolta pubblicitaria per la crisi economica generale, avrebbero consigliato il governo ad apportare un aumento al canone, seppur minimo. Romani deciderà in base all'articolo 47 del testo unico sulla radiotelevisione, che «indica tra i parametri dei quali bisogna tener conto, la copertura dei costi che la Rai sostiene per adempiere agli obblighi di servizio pubblico. Gli ultimi dati giunti da Viale Mazzini sulla contabilità separata (nel bilancio 2007 i programmi di servizio pubblico sono costati a Viale Mazzini 159 milioni in più di quanto incassato dal canone; ndr) giustificherebbero un aumento del canone», spiega lo stesso sottosegretario.

Romani ha anche escluso che il canone Rai rientri nel "blocco" delle tariffe introdotto dal governo all'articolo 3 del decreto anticrisi, in quanto il canone Rai è una tassa di possesso. La decisione di adeguamento dell'ammontare del canone, sarà però seguita, non appena possibile e dopo le ultime valutazioni, da un intervento per combattere l'evasione della tassa. "Sto studiando un modo per combattere in maniera drastica l'evasione giunta al 27 per cento - sottolinea Romani - . Tra le possibilità, quella di legarlo alla bolletta dell'energia elettrica, che in Grecia ha dato ottimi risultati. L'evasione è un fenomeno molto più presente al Sud, con punte del 45 per cento in alcune regioni, che al Nord. Di fatto il canone rischia di diventare una tassa regionale. Ho sottoposto perciò al presidente del Consiglio l'ipotesi di studiare un meccanismo che ci consenta di abbassare, e di parecchio, il canone e di farlo pagare a tutti nella stessa misura. Siamo ancora in una fase di studio e quella della bolletta elettrica non è l'unica possibilità. È possibile immaginare anche altri meccanismi per rendere il canone una tassa equa e pagata da tutti"».

Intanto in Commissione di Vigilanza (da annotare l'ultima impresa del sempre più prode presidente Villari, che ha cercato di far rientrare fra le competenze della Commissione anche la spinosa questione dell'Iva sulle pay-tv, chissà a quale titolo, visto che è una Commissione sulla Rai) potrebbe anche esserci una svolta. Il Centro-Sinistra avrebbe ottenuto dal Centro-Destra l'assicurazione che non si procederà al rinnovo del Cda Rai con i soli voti della maggioranza, visto che l'opposizione non partecipa alle riunioni convocate da Villari.

Bene, ma allora perché Il Centro-Destra perpetua questa assurda situazione continuando a partecipare alle riunioni di una Vigilanza (e di un presidente) impresentabiliO Mistero, ma speriamo sia solo questione di tempo. Forse si vuole solo tenere ancora per un po' sulla graticola Veltroni...

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