Il Governo taglia i fondi alle Tv locali

Il recente decreto legge del Governo, fra i tanti risparmi previsti, taglia anche 37 milioni di euro dai fondi destinati al sostegno delle Tv locali. Durissima protesta dell’Associazione Alpi, capitanata da Luca Montrone. Molto critica anche la FRT.

L'Associazione Alpi, Associazione emittenti locali per la libertà e il pluralismo dell'informazione, nuova struttura di cui abbiamo a suo tempo dato notizia su Millecanali, definisce la scelta del Governo "un colpo mortale per le tv locali, a favore di Rai e Mediaset". Il durissimo comunicato diffuso dall'associazione (che ha sede in via della Colonna Antonina 52 a Roma, tel. 06/69200178) prosegue come segue:

«Il taglio dei fondi destinati alle emittenti locali contenuto nel decreto taglia spese è un atto gravissimo che rischia di bloccare l'avvio del digitale terrestre per le tv locali, favorendo ulteriormente la concentrazione dominante Rai-Mediaset nella sperimentazione del digitale terrestre e cancellando di conseguenza nel giro di pochi anni le televisioni locali. È quanto denuncia Luca Montrone, presidente dell'Associazione delle emittenti locali Alpi, di cui fanno parte, tra le altre, le più importanti televisioni locali per ascolto: Telenorba e Telelombardia, oltre ad Antenna 3 nord-est, Tgs Sicilia, Teledue e Antenna Sud.

L'Associazione chiede al governo di correggere subito la manovra reintegrando con un emendamento i 37 milioni di euro cancellati dal decreto. Questo taglio rappresenta il 37% dell'attuale dotazione e il 74% di quanto previsto dalla legge 422 del 1993. "Lancio un appello a Berlusconi - dice Montrone - perché, in qualità di Presidente del Consiglio e di ministro ad interim dell'Economia, quindi proprietario di Rai, e come profondo conoscitore del settore, perché proprietario di Mediaset, intervenga al più presto ripristinando le giuste regole del mercato e della democrazia".

Montrone sottolinea come la legge Gasparri, per rendere tollerabile il duopolio Rai-Mediaset, abbia imposto la scelta del digitale terrestre che richiede investimenti notevoli da parte delle emittenti locali. Persistendo il duopolio, come recentemente attestato dall'Autorità per le Comunicazioni, le tv locali sono costrette ad agire in un mercato pubblicitario in cui Rai e soprattutto Mediaset, con sei reti televisive, rastrellano clienti lasciando ben poco agli altri operatori.

Il fondo destinato alle emittenti, che va considerato per legge come una quota del canone tv versato dai cittadini, è l'unica garanzia che consente all'Italia di avere un pluralismo di informazione nonché un efficace canale di promozione delle attività produttive locali con ripercussioni positive sulla crescita delle economie regionali. "Ci auguriamo - conclude Montrone - che già il prossimo Consiglio dei Ministri decida di presentare un emendamento che cancelli il taglio di 37 milioni di euro anche in considerazione del fatto che l'anno scorso il Parlamento ha deciso l'incremento del fondo per le emittenti locali auspicando, con ordini del giorno, ulteriori incrementi a partire dalla prossima Finanziaria affinchè dagli attuali 100 milioni si arrivi a uno stanziamento di 200 milioni, come previsto dalla Legge 422/93"».

In giornata ci è giunto anche un comunicato molto critico della FRT, che di seguito riportiamo:

"L'Associazione tv locali della FRT intraprenderà ogni azione opportuna, anche attraverso l'utilizzo dei propri mezzi, contro l'ingiustificato e pesantissimo taglio di 37 milioni di euro sui contributi riservati alle imprese di settore, unico comparto della comunicazione toccato dalle riduzioni di spesa contenute nel decreto legge n. 168 recentemente emanato.

Il taglio assume particolare gravità per l'incidenza diretta su bilanci di imprese che hanno già sostenuto costi e pianificato gli investimenti per convertirsi alla nuova tecnica digitale; e ciò avviene proprio nel momento in cui l'interim dell'Economia viene assunto dal Presidente del Consiglio che, profondo conoscitore della realtà televisiva, dovrebbe avere il massimo interesse a rivalutare, le diverse voci di pluralismo che le tv locali garantiscono sul territorio".

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