Rapporto ITMedia Consulting, il mercato tv in Italia è a un bivio

Secondo il Rapporto ITMedia Consulting il mercato televisivo si è ripreso nel 2016, ma nei prossimi due anni la crescita sarà leggera e trascinata soprattutto dall’offerta delle nuove piattaforme (broadband tv) 

Il lungo periodo di profonda crisi del settore sembra ormai essere dietro le spalle. Secondo il rapporto licenziato da TMedia Consulting, 'Il mercato Tv in Europa: 2016-2018”, il mercato televisivo nel 2016 è cresciuto complessivamente di €404 mln, a un tasso superiore al 5% rispetto al 2015. Secondo le analisi svolte dalla società guidata da Augusto Preta – che da dieci anni  monitora e analizza i cambiamenti in atto nel settore televisivo e fornisce previsioni sull’andamento negli anni successivi – sia  i ricavi pubblicitari, che le entrate della pay-tv hanno registrato un trend positivo; ma anche il gettito del canone contribuisce di par suo alla crescita, nonostante una decurtazione derivante dalla riduzione della quota da €113,5 a €100 per effetto dell’adempimento della Legge di stabilità 2016, però largamente controbilanciata da una riduzione dell’evasione grazie al pagamento nella bolletta elettrica. Nel complesso la crescita del canone è stata superiore al 9%, rappresentando oltre il 22% del totale dei ricavi.

In particolare è stata la pubblicità a mostrare confortanti segnali di ripresa grazie soprattutto alla ripresa dei canali generalisti e qui va menzionata soprattutto la Rai che ha potuto godere  del traino di eventi di grande richiamo e popolarità come le Olimpiadi e i Campionati Europei di calcio. Questo ha permesso di ottenere un tasso di crescita dell’advertising attorno al 6% nel 2016, che ha consentito a questa risorsa di raggiungere quasi il 40% dei ricavi complessivi e di operare un sorpasso sulla pay-tv. Dal canto loro però i ricavi da servizi a pagamento hanno realizzato un incremento superiore al 2% rispetto all’anno precedente frutto prevalentemente della crescita della broadband tv e della presenza di nuovi servizi in abbonamento (SVOD) o a richiesta (TVOD).

Le famiglie italiane, oggi, guardano la nuova televisione in digitale con una maggiore consapevolezza dell’offerta tematica e dei nuovi servizi non lineari su larga banda. Il terrestre si conferma la prima piattaforma di fruizione, ma il modello di tv tradizionale, pur rimanendo prevalente, avverte ormai la presenza incombente e molto dinamica dei canali tematici, dove si stanno concentrando le strategie di alcuni importanti operatori internazionali e delle nuove modalità di fruizione di contenuti non lineari (TVoD, SVoD) nella broadband tv: per i broadcaster che avevano dominato nel mondo analogico diviene evidente la necessità di fornire un’offerta complementare e ulteriore rispetto a quella tradizionale. In questo contesto di grande trasformazione, nel corso del 2016 si è assistito a numerosi eventi che stanno riconfigurando l’intero assetto televisivo: dalle politiche pubbliche alle grandi manovre in corso che coinvolgono un gran numero di attori, ciò che emerge è un grande processo di ristrutturazione e sviluppo di business model, destinati a trasformare e riconfigurare nei prossimi anni l’intera industria nazionale.

Sfogliando il rapporto di ITMedia Consulting si deduce quindi che gli operatori che si basano solamente su modelli di business consolidati sono in qualche modo penalizzati: la crescita seppur relativa dei nuovi entranti mostra come questi siano in grado di sfruttare le opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica e dalle mutate esigenze della domanda, traducendole in un’offerta appetibile al pubblico, sempre più orientato verso una fruizione personalizzata, multipiattaforma, multischermo, anche in mobilità.

Tornando alle stime offerte dal rapporto viene da chiedersi se la ripresa in atto sia stabile o legata a fattori congiunturali (canone) e a rimbalzi derivanti da situazioni particolarmente critiche in passato. La risposta secondo ITMedia Consulting non è molto incoraggiante, anche se nell’introduzione allo studio è espressamente indicato come le previsioni si limitano all’analisi dello status quo e non possono tenere conto di variabili di natura commerciale quali possibili cessioni di azienda o rami d’azienda (vedi  la diatriba Mediaset-Vivendi), normative e regolamentari non presenti alla data di chiusura del rapporto, tali peraltro da modificare le attuali dinamiche del mercato. Nei prossimi due anni dunque per ITMedia Consulting  la crescita media annua sarà di appena lo 0,6%.

Nonostante il Free To Air continuerà ad essere la modalità di accesso primaria ai contenuti per 2/3 delle famiglie italiane, tuttavia la pay-tv, grazie al broadband, appare destinata nel tempo ad aumentare sensibilmente la penetrazione, raggiungendo in breve una quota del 20% ed erodendo quote di mercato a tutte le altre piattaforme. Il satellite DTH rimane infatti la prima piattaforma, ma in decisa contrazione (dal 55% al 50%), come pure la quota del digitale terrestre. Sky si conferma il principale attore riuscendo a mantenere la sua quota nel periodo considerato attorno al 33%. In leggera flessione invece Mediaset e Rai che scenderanno al 29% nel 2018. Chi cresce sono gli Altri Operatori, che raggiungeranno il 9% del mercato totale a fine 2018. Relativamente a quest’ultimi, la loro crescita è superiore al 14%, confermando un trend manifestatosi anche negli anni precedenti. La buona performance è sostenuta sia dalla componente pubblicitaria (Discovery, MTV, etc..), sia dalla parte pay che, attraverso l’offerta di Subscription Video on Demand (SVoD) e la presenza di operatori globali come Netflix e Amazon, rappresentano il vero forte stimolo alla crescita nei prossimi anni.

 

 

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