Il mondo del cinema contro Urbani

Per protestare contro gli ultimi ‘tagli’, seguiti all’approvazione della legge sul cinema del Ministro Urbani, è stato costituito un “Comitato permanente di agitazione”.

Il giorno di San Valentino il Comitato permanente di agitazione che riunisce i maggiori esponenti del cinema italiano (dagli autori ai produttori indipendenti, ai macchinisti, ai fotografi di scena) ha organizzato una serata musicale nel corso della quale si sono alternati sul palco del Teatro Eliseo di Roma Carla Fracci, Salvatore Accardo e Michele Campanella ed è stato letto un documento sulle politiche culturali del governo Berlusconi.

Ecco alcuni passaggi del documento letto da Ugo Gregoretti, regista e presidente dell'Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici):

"Sui molti stampati in circolazione (...) è diventato pressoché onnipresente - tra i tanti - il logo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Si trova dappertutto, come una denominazione d'origine controllata. Ma a tale spargimento di simboli, come sappiamo, non corrisponde altrettanta generosità di sostegni concreti. Anzi: c'è un rapporto inversamente proporzionale. Con gli ultimi provvedimenti restrittivi sono anche stati bloccati i fondi che dovevano finanziare le "Opere prime cinematografiche" già approvate dalle commissioni ministeriali e in qualche caso con le produzioni già avviate.

Diciotto opere prime: diciotto sogni spezzati, diciotto giovani autrici e autori decapitati in fasce. Come non cedere alla facile tentazione di chiamare Urbani Erode e il suo nuovo operato una nuova piccola strage degli innocentiO

Questi giovani si sono rivolti a noi, vecchi dell'Anac, associazione nazionale degli autori cinematografici, antico sodalizio storico e glorioso dei cineasti italiani di cui oggi io sono l'inadeguato presidente. La manifestazione di stasera al teatro Eliseo nasce da questo ricongiungimento generazionale, di cui è l'effetto finale. Essa è dovuta alla tenacia di Francesco Maselli, egregio e instancabile "movimentista", che è riuscito a mobilitare l'intera costellazione del nostro spettacolo".

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