Il nuovo Corecom del Piemonte ha tre soli componenti

È stato eletto il nuovo Corecom del Piemonte, di cui è stato nominato presidente Bruno Geraci, ex Rai. Ma il dato ‘clamoroso’ è che l’organismo ora ha solo tre componenti.

"C'è un consistente risparmio per le casse regionali, ma soprattutto il Consiglio continua un percorso importante, avviato sin dall'inizio della legislatura: senza diminuire i servizi offerti, la Pubblica Amministrazione e la politica possono dare il buon esempio nella riduzione dei costi".
Così il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, ha commentato nelle scorse settimane l'approvazione, nel collegato alla Finanziaria regionale, della riforma Corecom, il Comitato Regionale per le Comunicazioni, che riduce i suoi commissari da otto a tre e anche le indennità in modo sensibile.
"Sino a oggi i costi sostenuti dalla Regione per gli emolumenti dei componenti il Corecom - ha continuato Cattaneo - ammontano a oltre 470mila euro. Dopo la riforma, e quindi a partire dall'insediamento del prossimo Comitato, ne spenderemo circa 80mila, con un risparmio complessivo di 2 milioni di euro per l'intera legislatura". Tutto ciò “senza pregiudicare in alcun modo l'operatività del Corecom”. “D'altra parte la linea del risparmio e del taglio delle spese continuerà anche con altri enti di interesse regionale e aziende partecipate” - ha concluso il presidente del Consiglio Regionale.

Ma eccoci al 'punto'. Bruno Geraci, ex-caporedattore Rai Tg3, è stato eletto presidente del Corecom Piemente, Ezio Ercole, vice presidente dell'Ordine Giornalisti del Piemonte, e Tiziana Maglione (per l'opposizione; Geraci e Ercole “rappresentano” invece, a quanto si capisce, la maggioranza regionale) sono gli altri due nuovi componenti dell'organismo.

A margine, un piccolo retroscena politico che il sito 'Lo spiffero - quello che gli altri non dicono' (nella rubrica 'Buco della serratura') si incarica di esplicitare:

«È Tiziana Maglione il commissario (e vicepresidente) Corecom in rappresentanza della minoranza. Proposto dal capogruppo dell'Italia dei valori Andrea Buquicchio ha ottenuto 18 voti, surclassando Sergio Rogna Manassero, il candidato indicato dal Pd e, si pensava, “blindato” da un accordo con il Pdl. Evidentemente nel segreto dell'urna una parte della minoranza non ha seguito le direttive del Pd (tanto per dire Mercedes Bresso non ha neppure preso parte al voto) e qualche aiutino è arrivato dalla maggioranza. Il risultato è che l'ex titolare di Videogruppo è stato impallinato e il capogruppo democratico ha rimediato una pessima figura.
Nella votazione per l'elezione del presidente Bruno Geraci, ex caporedattore del Tg regionale, consulente per la comunicazione del Pdl regionale, ha avuto la meglio sul vicepresidente dell'Ordine dei giornalisti Ezio Ercole, scelto solo da tre consiglieri».

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