Il Parlamento Europeo e l’informazione italiana

Clima teso, accuse e controaccuse di ritorno. In un momento particolarmente difficile per la politica italiana il Parlamento Europeo ha approvato un rapporto sui “rischi di violazione nell’Ue e in particolare in Italia della libertà di espressione”.

Nella relazione si chiama in causa l'attuale situazione in Italia e il grave problema del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, che però, come vedremo, alla fine non viene mai nominato esplicitamente. Il testo del rapporto, opera della liberale danese Johanna Boogerd Quaak, è stato votato per paragrafi, 89 in tutto e dal testo sono stati appunto tolti, in un tentativo di "compromesso" peraltro non riuscito, tutti i riferimenti nominali, così come indicato dal presidente dell'Europarlamento Pat Cox.

Non hanno partecipato al voto il gruppo dei popolari e della Uen, al quale aderisce Alleanza Nazionale. La relazione del Parlamento è comunque stata approvata con 237 sì, 24 no e 14 astenuti. Prima dell'inizio del voto l'assemblea ha bocciato la richiesta di un rinvio in commissione presentata da un europarlamentare della destra europea. Alta la tensione in aula.

Il presidente del Parlamento Cox, ha respinto le accuse avanzate da alcuni europarlamentari di Centro-Destra su come avrebbe condotto la discussione. "È certo che c'è stata una dinamica politica inevitabile - ha detto Cox al momento del voto - , ma ora siamo in aula e dobbiamo votare".

Cox ha quindi richiamato ciascuno alle proprie responsabilità, ricordando di aver offerto all'emiciclo due alternative al fine di superare l'impasse. Gli europarlamentari hanno poi fatto la loro scelta, dando di fatto un serio richiamo all'Italia su un tema fondamentale come quello della libertà d'informazione.

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