Il piano di ripartizione delle frequenze in dettaglio

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 20 luglio scorso è stato pubblicato il nuovo Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, disponibile anche sul sito del Ministero www.comunicazioni.it

Sono state confermate le bande di frequenza 52,5 - 68 MHz, 174-223 MHz e 470-854 MHz per la definizione del piano di assegnazione di frequenze alle tv pubbliche e private. I ponti radio di collegamento delle radio attaulmente presenti in tali bande devono invece essere trasferiti nel più breve tempo possibile.

Molto interessante per le emittenti Tv è il fatto che viene ribadita la possibilità di continuare ad operare nella banda di frequenza 854-862 MHz (corrispondente al famoso canale 69), in attesa dell'introduzione del digitale e senza interferire con le utilizzazioni del Ministero della Difesa, cui tali bande sono state da qualche tempo assegnate.

Per i collegamenti, le bande riservate ai privati sono la 5250/5450, con status secondario, e la 14250/14500 MHz, per un totale di 450 MHz, sono più limitate rispetto a quelle riservate alla Rai.

Come informa l'associazione Frt, altresì, "desta perplessità e preoccupazione nelle emittenti quanto stabilito per i collegamenti a reti fisse per ponti radio temporanei per le riprese, previsti solamente in digitale". Per la radiofonia, infine, oltre alla conferma della banda 87.500/108.000 MHz per l'emissione, c'è la previsione della banda III, 223/230 MHz, per il T-DAB e della banda L, 1472-1492 MHz, sempre per il T-DAB, come confermato anche dal recente piano delle frequenze dell'Authority. I collegamenti assegnati in via principale alle radio sono collocati nelle bande di frequenza 2368/2372, 2440-2450 e 2468-2483,5 MHz, con canalizzazione a fasi di 200 KHz.

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