Il Piano nazionale delle frequenze

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Piano nazionale delle frequenze, in sostanza il piano regolatore nazionale sull’uso dello spettro in Italia, approvato con decreto ministeriale del 27 maggio 2015.

Scopo del PNRF è quello di pianificare le attribuzioni delle bande di frequenze ai servizi di radiocomunicazione, definire la politica a breve e medio termine sull’uso dello spettro e stabilire per ciascun servizio radio, nell'ambito delle singole bande, l'autorità governativa preposta alla gestione delle frequenze. Il PNRF recepisce nella legislazione nazionale il Regolamento delle radiocomunicazioni e gli atti finali delle “Conferenze mondiali delle radiocomunicazioni” (WRC), l’ultima delle quali si è tenuta a Ginevra nel 2012. Il PNRF recepisce inoltre i provvedimenti approvati dall’Unione Europea (obbligatori) ed i provvedimenti della CEPT (Conferenza europea delle poste e telecomunicazioni), se ritenuti necessari, in quanto essi vengono implementati su base volontaria.

Nel nuovo PNRF la banda 1452-1492 MHz (la nota banda L) è stata attribuita con statuto primario al servizio mobile (con l’esclusione del mobile aeronautico) ed è stata recepita la decisione CEPT ECC/DEC/(13)03 che suddivide la banda in 8 blocchi da 5 MHz da utilizzarsi per applicazioni del tipo SDL (Supplemental Down Link) ossia per il solo collegamento in discesa tra stazione base e mobile a supporto delle reti mobili cellulari.

Entro il 30 ottobre sarà conclusa la gara per l’assegnazione della banda L agli operatori mobili anche in attuazione della decisione della Commissione Ue adottata lo scorso 8 maggio, in linea con l’obiettivo di raggiungere 1200 MHz di spettro disponibile per la banda larga mobile nel 2015.

La banda 2300-2400 MHz, poi, è stata attribuita al servizio mobile ed è stata aggiunta in tabella una nota che identifica tale banda per applicazioni IMT in accordo al regolamento delle radiocomunicazioni. Anche in questo caso la Commissione Europea intende adottare, entro il 2016, un provvedimento vincolante per l’uso di tale banda per sistemi mobili pubblici. In Italia la banda 2300-2400 MHz è utilizzata essenzialmente per collegamenti fissi a bassa capacità ad uso privato.

Infine, il nuovo PNRF recepisce la decisione della Commissione Europea 2014/276/UE che modifica la decisione 2008/411/CE ed armonizza le condizioni tecniche d’uso delle bande di frequenze 3.400-3.600 MHz e 3.600-3.800 MHz per sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazioni elettroniche.

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