‘Il più grande’ è… molto piccolo

Un 'disastro' a RaiDue –

Subbissato dalle critiche il programma di RaiDue che aveva la pretesa di scoprire “il più grande italiano” di sempre, con accostamenti assurdi e fuori luogo. Bassi gli ascolti, ma basso soprattutto il tasso di “creatività” degli autori.

È difficile dare una definizione de 'Il più grande', il “pasticcio” in onda il mercoledì su RaiDue. Sarebbe curioso, essendo un format esportato in Italia vedere come va negli altri Paesi (Francia Spagna e Stati Uniti) e come le emittenti d'oltrefrontiera lo hanno impostato.
Resta il fatto che 'Il più grande' è un programma indefinibile che invece di avvicinare allontana lo spettatore. E non è un caso - ci pare - se gli ascolti a inizio programma vedano il picco (seppur nei limiti dei bassi ascolti della trasmissione in generale), per poi scendere costantemente.

La prima puntata del 20 gennaio ha potuto godere della comparsata di Fiorello ma ha ottenuto solo l'8.75%, per scendere al 7,30% nella seconda puntata del 27 gennaio. Insomma, la giuria, composta dai soliti 'prezzemolini' della Tv (vedi Sgarbi, Setta, Venier e la new entry ma già prezzemolina Maria Concetta Mattei, eliminata da 'Ballando con le stelle') richiama la caciara del talk-show che impera in tutti i palinsesti; gli intermezzi invece fanno tanto varietà (ma nella seconda puntata sono stati nettamente ridotti) e il momento dei comici Biagio Izzo e Riccardo Rossi richiama il cabaret di basso livello in Tv, mentre il televoto, il tanto temuto televoto che in Tv serve un po' per tutto, è l'anima immortale del reality show che anche in 'Il più grande' invade lo studio della Rai e aleggia sopra il conduttore Francesco Facchinetti (tra l'altro prima inviato e poi protagonista dell'Isola dei famosi che partirà tra poco).

Ma alla base di tutto c'è soprattutto “l'idea perdente” di nominare l'italiano di tutti i tempi, da Leonardo a Laura Pausini, da Sofia Loren a Marco Polo e di farne la figura di massimo rappresentante dell'italianità firmata Rai. Un fritto misto con letterati, artisti, attori, cantanti, navigatori ed eroi, tutti posti sullo stesso piano. Una critica che lo stesso Maurizio Costanzo, in giuria nella seconda puntata, ha rivolto direttamente agli autori. Che si sono difesi, per bocca di Facchinetti, dicendo che si tratta di un gioco. E se il proverbio dice: chi gioca col fuoco rischia di scottarsi questa volta la critica e gli ascolti fanno un po' gelare il sangue.

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