Il problema dei “secondi diritti” Tv

Le Tv locali sperano in un chiarimento su un tema importante per le loro trasmissioni a carattere calcistico.

Fino alla scorsa stagione il problema non sussisteva e le immagini delle partite erano assicurate per le Tv locali che intendevano usufruirne, chiaramente a pagamento e con l'autorizzazione della Lega Calcio. La questione riguarda i cosiddetti "secondi diritti" sulle immagini delle partite di campionato, un pacchetto confezionato ad hoc da Media Partners che si articolava in circa quattro minuti di immagini per ogni incontro, basate sui servizi realizzati da Stream e Tele+. Lo scorso anno erano state ben 35 le emittenti che avevano usufruito di questa possibilità, ad un prezzo che variava dai 20000 Euro circa fino ai 109.000, a seconda del tipo di Tv, del bacino coperto e di altre variabili, come la possibilità o meno di effettuare riprese allo stadio durante le partite stesse (chiaramente senza inquadrare le fasi di gara).

Le Tv locali potevano poi diffondere le immagini degli "highlights" in due "tranches", fra le 20,30 e le 22,30 della domenica e dopo tale orario.

Tutto ciò, si diceva, fino alla scorsa stagione, perché per quella appena iniziata si naviga a vista, per ora. Intanto è scaduto il contratto di Media Partners con la Lega Calcio e poi la Rai ha chiesto una "protezione" maggiore sulla propria esclusiva delle immagini in chiaro delle gare, che vada almeno fino alle 22.30 della domenica.

Ora si cerca una soluzione, che non è però semplice, anche perché le Tv locali stanno nel frattempo cercando di imporsi sulla ribalta calcistica, non più in "posizione residuale", come sostanzialmente è accaduto in passato. Di certo le stazioni locali non possono più accontentarsi, come avveniva un tempo, della famosa "differita" delle partite della squadra o delle squadre "di riferimento", oltretutto confinata quest'anno al lunedì, dopo le 22.30. Per diverse squadre di serie A non si è neppure trovata un'emittente interessata alla messa in onda (più o meno a pagamento) delle differite integrali, in una collocazione oraria così infelice.

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