Il rapporto Univideo 2006

Davide Rossi: “Soddisfatti dei risultati di mercato; un 2005 difficile ma prospettive entusiasmanti con l’Alta Definizione e nuovi contenuti di qualità”.

Il mercato dell'editoria audiovisiva ha archiviato il 2005 con un fatturato di circa 950 milioni di euro. Il risultato, ottenuto, nonostante la debolezza del contesto macrOEconomico, emerge dal Rapporto Annuale sullo stato dell'Editoria Audiovisiva, presentato ieri mattina a Bologna nell'ambito del MOVE (Mostra del Video Entertainment).

Il DVD si conferma il medium digitale più diffuso, semplice da usare e in grado di generare profitti per 10 anni ancora, grazie anche all'Alta Definizione.

"Vorrei sottolineare come questi risultati soddisfacenti siano stati raggiunti con grande impegno da parte di tutti gli operatori del settore. Il 2005 è stato un anno molto difficile nel quale gli Editori Audiovisivi hanno dovuto fare ricorso a tutta la propria capacità, competenza e voglia di fare, e i risultati ci danno ragione - ha commentato Davide Rossi, Presidente dell'Univideo - . Autorevoli istituti internazionali prevedono per il DVD e i suoi sviluppi tecnologici (in chiave di alta definizione e portabilità) 5 anni di moderata crescita e almeno altrettanti di ricavi stabili".

"Chi pensa a un futuro dell'Audiovisivo tutto e solo online dimostra di non conoscere né le attitudini del pubblico né la magia del cinema e di non considerare la complessità e l'evoluzione continua della tecnologia".

"Gli editori audiovisivi - ha concluso Rossi - sono sempre alla ricerca di una nuova frontiera di qualità tecnologica come l'Alta Definizione e di contenuti sempre più interessanti, ricchi e affascinanti".

"Vorrei condividere con Davide Rossi, Presidente di Univideo, l'unità di intenti che ci anima per fare sistema come settore nel suo complesso - ha dichiarato Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Confindustria , intervenuto in videoconferenza - . Abbiamo alle spalle una lunga fase progressiva di rallentamento dei consumi delle famiglie. Non vi è dubbio che anche il mercato video ne è stato influenzato, anche se parzialmente. I risultati indicano un buon posizionamento e un'ulteriore prospettiva di crescita. Quindi, complimenti a tutti i players, per la crescita imprenditoriale che hanno espresso e per il tasso di innovazione che hanno adottato".

"Quanto accade in questo settore indica come il mercato premi i prodotti di alta qualità e come vi sia una propensione delle famiglie e degli individui a gestire in modo intelligente il proprio tempo libero - ha continuato Montezemolo - . Abbiamo la necessità di porre sulla scia di un unico grande filone di attività editoria, video, cinema e musica. Anzi, vorrei qui ribadire l'auspicio di Confindustria perché all'interno del nostro sistema associativo si crei una grande Federazione unitaria dell'industria culturale che guardi alle sinergie di filiera fra cinema, home video, contenuti digitali e tecnologie. Quindi, la parola d'ordine è ancora una volta 'fare sistema' e promuovere un'attività coordinata di lobby che sostenga lo sviluppo del mercato, la tutela del diritto d'autore, la lotta contro la pirateria".

Il supporto DVD ha toccato gli 890 milioni di euro di fatturato, pari ad un + 12% rispetto al 2004. Una crescita, questa, che sebbene inferiore a quella degli anni precedenti, supera comunque la crescita media dei consumi nell'ambito dell'intrattenimento e della cultura nel 2005 (che è stata pari al + 2,3% a fronte di una sostanziale stazionarietà dei consumi totali).

Il canale di distribuzione più importante si conferma la vendita tramite i negozi specializzati e la grande distribuzione, che nel 2005 ha raggiunto un fatturato di 412 milioni di euro, nonostante il prezzo medio sia sceso quasi del 21%. Tale calo ha impedito che all'aumento del numero di pezzi venduti, cresciuto del 28.5%, seguisse un incremento altrettanto intenso del fatturato, salito appena del 2.1% rispetto al 2004.

Sul fronte del noleggio, il mercato si è avvicinato ai 300 milioni di euro, facendo registrare una crescita sensibilmente inferiore rispetto al passato ed evidenziando anche significative aree di difficoltà. La minore efficienza di questo segmento è dovuta alla crescente disponibilità sul mercato di prodotti in vendita a prezzi contenuti e non certo alla ancora modestissima presenza di iniziative editoriali che offrono film online.

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