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Il testimonialO Italiano è meglio
Forse perché Clooney o Connery sono per cultura troppo lontani da noi o forse perché uno come Bonolis lo si vede tutte le sere sul piccolo schermo, andando a confrontare (come ha fatto 'Il Sole 24 Ore') i compensi di alcuni dei personaggi dello spettacolo che in questo periodo sono protagonisti di spot televisivi si noterà che quelli 'nostrani' sono i più pagati. Se il cachet annuale di Paolo Bonolis per l'uso della sua immagine in una campagna pubblicitaria televisiva trasmessa esclusivamente in Italia è di 1 milione di euro o quello di Claudio Bisio di 700.000 mila euro, per Gorge Clooney si parla di 750.000 euro e per Sharon Stone di 550.000 (sempre per una campagna pubblicitaria televisiva trasmessa esclusivamente in Italia).
I motivi di questa differenza sono molteplici. Prima di tutto i grossi divi di Hollywood, in genere abituati a lavorare in un mercato come quello americano ben più ampio per ciò che riguarda l'utenza e di conseguenza con compensi triplicati se non quadruplicati rispetto a quelli riscossi in Italia, considerano quest'ultima un mercato secondario, tanto che spesso pongono come vincolo contrattuale quello di non fare "uscire" la campagna pubblicitaria che li vede protagonisti dall'Italia o dall'Europa.
Un altro aspetto rilevante è poi che personaggi come Bonolis, Fiorello o la Ventura riescono a raggiungere cachet elevati solo in casa propria. Al contrario, un'attrice come Nicole Kidman, per diventare testimonial della campagna mondiale dello Chanel 5, ha intascato ben 7,5 milioni di Euro.
Ma i cachet dei testimonial non sono gli unici costi di cui tenere conto in una campagna pubblicitaria televisiva. Bisogna aggiungere l'acquisto degli spazi sulle emittenti (spesso più elevato del cachet del testimonial) e i costi di produzione dello spot. Il tutto per un totale, generalmente, di circa 400.000 euro. Ma, volendo, si può spendere anche di più...
































