In Emilia Tv chiuse e ‘in bilico’, fallita Roma Uno

 

Nel gruppo emiliano È Tv, sempre in vendita (abbiamo scritto la scorsa settimana che Pierluigi Baronio si era candidato a rilevarlo ma l’offerta è intanto scaduta) da parte del Gruppo Spallanzani è stata decisa la concentrazione dei giornalisti e dei lavoratori nella sede di Bologna, che resterebbe l’unica del gruppo. Infatti è stato deciso di abbandonare le sedi di Modena e Reggio Emilia, in cui È Tv operava con le sigle Antenna 1 e Teletricolore. Per Antenna 1, salvo future ‘belle sorprese’, non ci sono speranze di ripresa, mentre a Reggio Emilia ancora ci sono voci di una possibile ripresa delle attività locali che il direttore e AD Giovanni Mazzoni potrebbe riuscire a promuovere in futuro (la sigla sarebbe RTR, già presente sul video su alcune frequenze di È Tv, mentre sulle frequenze su cui operava Teletricolore è presente quella Medianews).

Con la chiusura di Antenna 1 muore un’emittente (tradizionalmente di area cattolica) di antica tradizione a Modena e per un certo periodo anche di clamoroso successo. In molti ricorderanno in epoca analogica il formidabile canale 47 (dalla visibilità perfetta in una bella fetta dell’Emilia e non solo) su cui operava una Tv che faceva belle e prestigiose produzioni come Antenna 1, con tante belle pubblicità. Poi l’inserimento nel progetto È Tv cui sono seguiti svariati cambi di proprietà, fino alla ingloriosa chiusura decisa dal Gruppo Spallanzani.

Quest’ultimo, forte in passato anche di giornali e Radio su scala regionale (c’erano presenze anche a Parma e a Rimini con Icaro Tv), al momento ha conservato solo Rete 7 e la stazione bolognese Radio Bologna Uno. 28 i dipendenti, alle prese da tempo con le varie ‘evoluzioni’ della crisi aziendale.

In attesa di capirci qualcosa, prosegue l’espansione del gruppo cooperativo (Alleanza 3.0) Comunicare, cui fanno capo la modenese (e bolognese) Trc e Telereggio. Qui la prossima tappa (dopo anche il canale satellitare di Trc) sarebbe la numerazione Lcn (se non anche altro) di un’altra grande malata dell’etere regionale, ovvero Teleducato di Parma e Piacenza.

Quest’ultima, da tempo in gravi difficoltà, dovrebbe continuare in futuro solo come operatore di rete e quindi sarebbero in vendita non solo le redazioni di Teleducato (o quel che ne rimane) ma anche gli stessi due marchi sul video e soprattutto le pregiate posizioni Lcn 11 e 12. Proprio su queste (o almeno sull’11, per il 12 ci sono ancora interrogativi) avrebbe messo le mani il citato gruppo cooperativo Comunicare, per espandere ancora il marchio Trc o per altre operazioni. Ma anche qui si attende l’evoluzione della situazione per capirci di più.

Ma non va molto meglio a Tv Parma, che fra l’altro non avendo più frequenze sue, deve ora operare su un mux proprio di È Tv. Secondo ‘Repubblica Parma’, “si è tenuto un incontro con i sindacati anche per Tv Parma. Ed è trapelata la notizia che Segea, la società che controlla il gruppo editoriale Gazzetta di Parma, avrebbe proposto ai dipendenti un contratto di solidarietà (ipotesi di cui si era già parlato alla fine dello scorso anno), che prevederebbe una riduzione dello stipendio di circa il 40% per tutti i tecnici e del 20% per i giornalisti. Più che una trattativa, però, si sarebbe trattato di un prendere o lasciare: l'alternativa paventata dal manager Matteo Montan sarebbe infatti la chiusura imminente della Tv”.

 

Dalla Capitale invece la triste e clamorosa notizia del fallimento di Roma Uno, dopo tutte le precedenti traversie e il cambio di proprietà di cui abbiamo già riferito in passato.

Ecco i particolari da ‘Repubblica – Roma’:

 

“Era nata con grandi ambizioni, doveva essere la NY1 in salsa capitolina, la rete Tv locale di alto livello per raccontare la Città Eterna come New York e invece venerdì è ufficialmente fallita. RomaUno non esiste più: l'emittente nata nel 2003 con la proprietà del ras di Malagrotta Manlio Cerroni ha chiuso i battenti, e il segnale è spento da una settimana. Eppure l'inizio prometteva bene: la lenta agonia di quella che qualche maligno commentatore aveva battezzato alla nascita "la Tv di Veltroni" era iniziata quattro anni fa "con la riduzione degli investimenti" come racconta Ileana Linari, conduttrice storica con Andrea Bozzi dei programmi "Ditelo a RomaUno" e "Foro romano", in azienda fino a Natale scorso: "Due anni fa era arrivata la solidarietà al 40%, un sacrificio pesante accettato da tutti per poter continuare a lavorare, ma evidentemente non è bastato".

I telegiornali che inizialmente andavano in onda in diretta ogni ora si erano diradati fino a ridursi a due edizioni quotidiane. La situazione è precipitata dopo la vendita dell'azienda: nel settembre scorso dalla Colari di Cerroni (che era già stato arrestato nel gennaio 2014) le quote dell'emittente era passate di mano al prezzo di un euro con debiti per 4 milioni. L'1 per cento era andato all'imprenditore Fabrizio Coscione - "che non abbiamo mai incontrato di persona" dice Linari - il restante 99 alla società Ristora che fa capo allo stesso Coscione. "Fino a settembre gli stipendi, magari in ritardo, li avevamo avuti. Dopo non abbiamo visto retribuzioni, Tfr e nemmeno contributi previdenziali", dice ancora la giornalista. Pochi giorni dopo le infrastrutture - attrezzature e soprattutto canali televisivi - erano state affittate alla Roma Communication Srl con sede ad Aprilia il cui amministratore era Coscione…

Venerdì il fallimento: ‘Per noi conclude Linari - è anche meglio: così forse recupereremo qualcosa da Tfr e stipendi arretrati. Certo, l'inizio era proprio diverso’”.

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