In Rai volano gli stracci

Insomma, se il primo caso è stato la classica scintilla che ha acceso il fuoco, la furia della lite (con insulti) fra Cattaneo e la Annunziata ha fatto avvero divampare un incendio che ora sarà duro domare. E dire che anche la prima vicenda non era affatto trascurabile: qualcuno (soprattutto, crediamo, il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, ma anche Paolo Bonolis) dovrebbe spiegare bene perché si sia fatto ricorso a uno dei killer più spietati che ci siano mai stati in circolazione in Italia…

Insomma, se il primo caso è stato la classica scintilla che ha acceso il fuoco, la furia della lite (con insulti) fra Cattaneo e la Annunziata ha fatto avvero divampare un incendio che ora sarà duro domare. E dire che anche la prima vicenda non era affatto trascurabile: qualcuno (soprattutto, crediamo, il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, ma anche Paolo Bonolis) dovrebbe spiegare bene perché si sia fatto ricorso a uno dei killer più spietati che ci siano mai stati in circolazione in Italia per rivitalizzare lo share domenicale della Rai, in crisi a causa della "Costantinomania" di Canale 5, che del resto, Auditel alla mano, anche questa settimana ha "stradominato".

Ci volevano dunque sensazioni forti a tutti i costi per un contenitore che, alla fine, come molti temevano, stava un po' languendo, mentre Costanzo con i suoi reality veri o presunti e le sue liti più o meno effettive, con la sua furba scelta 'trash', stava avanzando alla grandeO Può un mostruoso serial killer che sta elaborando una furba strategia difensiva usufruire del benevolo microfono della Tv di Stato - dicasi della Tv di Stato, attenzione! - per infondere un po' d'emozione a tinte fosche a un pubblico alle prese con la sonnolenza davanti al video del dì di festaO

Bonolis, alle prese con il suo consueto 'cinismo', stavolta sembrava proprio non poterla passare liscia e con lui Del Noce e lo stesso Cattaneo sembravano sul punto di dover dare qualche spiegazione per una scelta di programmazione onestamente, a nostro parere, impresentabile. Donna Lucia era infatti all'attacco per iscritto e fuori dal Cda, come fa ormai di consueto, e trovava consensi trasversali a destra e sinistra.

Nel pomeriggio di oggi però le cose sono precipitate su un fronte molto più grosso, in Rai sono volati gli stracci e Cattaneo, incapace di sopportare le critiche di un presidente che preferisce far arrivare le sue valutazioni ai giornali anziché alle sedi istituzionali interne, non è più riuscito a controllarsi. È arrivata allora la famosa telefonata delle 14.12, riferita ancora una volta dalla Annunziata in una nuova lettera a Cattaneo divulgata alla stampa. Lucia ha raccontato alcune frasi ingiuriose che le sarebbero state rivolte dal direttore generale in una precedente conversazione telefonica, poi bruscamente interrotta: "Prendo atto della tua telefonata... A proposito della mia lettera odierna sulla vicenda Bonolis-Bilancia mi hai detto 'tu non mi hai ancora visto incazzato', 'ti faccio vedere i sorci verdi' e 'ti caccio a calci in culo'".

Un bel quadretto davvero, a seguito del quale la Annunziata ha fatto il grande gesto: ha lasciato l'edificio che ospita la direzione della Rai, nella storica sede di viale Mazzini, per "protestare contro le offese ricevute dal direttore dell'azienda. Credo che il mio lavoro di Presidente di garanzia si fermi al di qua dall'essere minacciata. Per cui informo te (Cattaneo; Ndr.) e il Consiglio che lascio l'edificio e farò ritorno solo se e quando qualche Autorità di questo paese avrà la bontà di farmi capire per quali ragioni io devo sopportare tutto questo".

Difficile, a qusto punto, la linea di difesa di Cattaneo, che però non arretrava. Diffondeva a sua volta una nota e assicurava di non aver mai minacciato il presidente Rai, ma di essere "scattato, al di là delle mie intenzioni, perché dopo un anno di continue provocazioni mi hai nuovamente offeso, affermando che io 'non sono in grado di gestire questa azienda'". Peraltro il direttore generale si diceva "pronto a un chiarimento, alla presenza del Cda e del collegio sindacale, sui comportamenti che dobbiamo tenere, almeno pubblicamente, discutendo anche fino a che grado devo sopportare critiche al di fuori delle sedi competenti".

Volete sapere come finiràO Non lo sappiamo proprio, ma di vicende di questo tipo in Rai, francamente, non vorremmo più riferire. La Tv pubblica vive un momento davero deprimente, a molti livelli, e simili clamorose cadute di stile ne sono solo il suggello più degno. Forse Cattaneo e Annunziata non possono davvero più convivere, dopo un rapporto sempre burrascoso, forse (ancor meglio) sarebbe ora di cambiare tutto il Cda e gli amministratori dell'azienda.

Ma le elezioni incombono: dopo un simile cataclisma qualcuno cercherà comunque di giocare ancora la carta della convivenza forzata, della (provvisoria, naturalmente) quiete dopo la tempesta. Ma non è affatto detto che finirà così...

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