In Svizzera ci sarà un referendum sul canone radio-tv

Vediamo in proposito l’articolo che abbiamo trovato su Eurofestival News, il primo e più seguito newsblog italiano dedicato all’Eurovision Song Contest (manifestazione che ci è cara da anni, come sa chi segue questo sito), raggiungibile tramite l’indirizzo eurofestivalnews.com:

 

“Con oltre 112mila firme raccolte e ritenute valide, gli svizzeri saranno chiamati con apposito referendum (si potrebbe tenere nella primavera 2018; N.d.R.) a decidere se abolire il canone radiotelevisivo che sovvenziona non solo la società svizzera di radiotelevisione (SRG-SSR), ma anche radio e tv private (in piccola parte).

Il testo, lanciato dall’Associazione “No Billag” (dal nome della società di riscossione del canone), prevede che “la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive”…

In Svizzera la legge prevede l’obbligo di pagare un canone (il cui costo è di oltre 400 euro/anno) per la ricezione dei programmi radiofonici e televisivi. Le entrate del canone costituiscono la base per il servizio pubblico della Radio e della Televisione in Svizzera, con il quale si sovvenziona un’ampia gamma di programmi radiotelevisivi in tutte le regioni linguistiche della Confederazione.

Perché parliamo di questo referendum? Perché se dovesse vincere il SI, verrebbe meno il concetto di Servizio Pubblico per cui il canone viene richiesto alla popolazione, costringendo la radiotelevisione svizzera ad un drastico riassetto (che metterebbe a rischio anche le future partecipazioni all’Eurovision).

Ad oggi infatti, il canone è per la radiotelevisione svizzera il 70% circa delle entrate (il restante 23% circa arriva dalla pubblicità e una piccola parte dall’affitto delle postazioni di trasmissione radio/tv). Se il referendum vedrà la vittoria dei SI e il canone verrà abolito, rischiano di sparire tutti quei canali radio e tv in lingua attualmente attivi nelle diverse regioni della Confederazione e il concetto di servizio pubblico (per cui è consentito essere membro EBU). Inoltre, le attuali concessioni con partecipazione al canone, verrebbero revocate senza indennizzo e le concessioni radio-tv andrebbero periodicamente messe all’asta…

Nel caso il referendum non trovasse l’approvazione del popolo svizzero, nulla cambierebbe rispetto ad oggi. Se dovessero invece vincere i SI, con l’abolizione del canone, il rischio privatizzazione esiste concretamente. Questi gli scenari che potrebbero presentarsi in caso di vittoria:

Ipotesi peggiore: chiusura o privatizzazione - Una eventuale privatizzazione porterebbe alla chiusura dei vari canali regionali/linguistici (attivi proprio grazie alla sovvenzione del canone). In questo caso la permanenza nell’EBU, salvo eccezioni, sarebbe molto difficile.

Compromesso: cambiare la chiave di riparto che garantisce a grandi linee stesse risorse ai tre enti regionali/linguistici, indipendentemente dal numero degli abitanti - Cos’è la chiave di riparto: è un principio che dà alle tre lingue principali le stesse possibilità mediatiche: 2 Tv e 3 canali Radio (che in questo caso potrebbero ridursi drasticamente ad una per ente). Anche con una drastica riduzione dei canali, la SSR-SRG rimarrebbe comunque membro EBU, con l’unica incognita sulla possibilità di reperire le risorse necessarie per garantire la partecipazione all’Eurovision…

Intervento del Governo - In questo caso, potrebbe intervenire a protezione del servizio pubblico, con una riduzione dei canali radio e tv, ma scongiurandone così una chiusura. Anche in questo caso, ci sarebbero i presupposti per rimanere membro EBU, con la stessa incognita del punto precedente, sulla reperibilità delle risorse necessarie per l’iscrizione e la partecipazione all’Eurovision.

A referendum terminato, in caso di vittoria dei SI, l’abolizione (e tutto quello che ne consegue) entrerebbe in vigore il primo gennaio dell’anno seguente la votazione popolare. Come voteranno gli svizzeri ce lo potrà dire solamente il tempo (al momento non esistono sondaggi sulle intenzioni di voto). Certo è, che oltre 450 Franchi di risparmio l’anno, potrebbero tentare davvero molte persone”.

There is one comment

  1. Ernesto

    Esiste un’indagine demoscopica del VSM (associazione editori dei media svizzeri). Il 47% degli intervistati voterebbe a favore dell’abolizione dei canone, il 37% invece contro “No Billag”

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