Ingrid Betancourt: i riflessi in Italia

Grande gioia in tutto il mondo per la liberazione di Ingrid Betancourt. In Italia a battersi in favore della Betancourt era stato soprattutto un Comitato legato all’emittente padovana Triveneta.

Finalmente dopo più di sei anni vissuti nella giungla colombiana, "trattata come un cane", come ha dichiarato lei stessa, dalle Farc, Ingrid Betancourt è libera. Insieme a lei sono stati liberati tre cittadini americani e 11 soldati colombiani. Molti nel mondo si erano mobilitati per la sua liberazione.

In particolare, nel mondo dell'emittenza locale italiana, un ruolo importante è stato quello di Triveneta Tv di Padova, con speciale riguardo alla battagliera Maria Rosa Isnenghi (moglie del titolare di Triveneta Ermanno Chasen), che giorno dopo giorno ha mantenuto viva l'attenzione sul caso della (fortunatamente) ex prigioniera delle Farc. Anche su Millecanali ce ne siamo occupati a suo tempo, con dovizia di particolari.

A testimonianza dell'impegno di Triveneta, riportiamo parte di quanto si leggeva sul sito dell'emittente, nello spazio dedicato alla Betancourt, nello scorso mese di maggio:

"Molte sono le iniziative sorte per la liberazione di Ingrid Betancourt; più di 200 città nel mondo l'hanno nominata cittadina onoraria. Non in Italia, dove l'impegno e la passione di pochi non sono riusciti a garantirle uno spazio adeguato e continuativo sui media.

Il Governo e il Parlamento italiani, L'Unione Europea, intraprendano ogni possibile azione che porti al suo rilascio. Ingrid Betancourt è un simbolo per i colombiani, ma non solo. È un simbolo per tutti coloro che sono contro la corruzione, la violenza, l'ipocrisia di un potere che attecchisce ed è forte là dove si coltiva l'ignoranza, la non consapevolezza dei diritti fondamentali dell'uomo, dove si gestisce il potere della comunicazione.

I guerriglieri colombiani hanno rapito una donna che si opponeva al governo da loro odiato; non c'è logica in questo. Facciamo parlare la logica della conoscenza; se c'è ignoranza, anche la scelta di indossare un'uniforme e imbracciare un fucile può sembrare logica.

La democrazia si ottiene con la democrazia. Non vi è strada democratica con la violenza".

Finalmente ora sullo stesso sito di Triveneta Tv c'è un annuncio di tutt'altro tono: "A Ingrid l'abbraccio del Comitato Triveneta Network e di tutte le migliaia di persone che ci hanno appoggiato in questa lunga e faticosa battaglia. Grazie a tutti!".

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